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26
Giu
2017

Cosa sono gli interessi legali e moratori e come si differenziano

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Interessi legali: cosa sono

Gli interessi legali sono i frutti civili che maturano quando si utilizza il capitale altrui. La funzione di questo tipo di interessi è di remunerare il creditore, che si è separato da un capitale fruttifero, da parte del debitore, che trae vantaggio dall'avere a disposizione questo capitale.

Come alcuni beni mobili e immobili generano direttamente frutti naturali quali i prodotti agricoli, la legna e i parti degli animali, così il denaro genera altro denaro, definito frutto civile. Gli interessi sono detti legali proprio perché è la legge a riconoscerli, in particolare nelle norme del Codice civile. L'art. 1282, che disciplina i cosiddetti interessi legali corrispettivi, stabilisce che una somma di denaro possa produrre interessi se il credito è liquido ed esigibile.

L'art. 1499, che disciplina gli interessi legali compensativi, prevede invece una particolare fattispecie nella quale gli interessi maturano anche se il credito non è esigibile.

Il credito liquido

Un credito è liquido quando il suo ammontare è determinato con esattezza anziché in maniera generica. Non è indispensabile che l'importo sia quantificato e indicato con precisione, tuttavia devono esserci elementi sufficienti per calcolarlo con operazioni aritmetiche.

Per questo motivo non possono produrre interessi le cose quantificate solo nel genere. Si può fare l'esempio di un soggetto a cui sia stato riconosciuto il risarcimento per un danno alla salute. Il generico riconoscimento del danno non rende il danneggiato creditore di una somma che produca interessi legali. Perché ciò avvenga è necessario che quel generico danno venga quantificato monetariamente in un atto reso dal giudice oppure in una scrittura privata fra le parti.

Il credito esigibile

Perché sia esigibile, il credito non deve essere sottoposto a condizione sospensiva o a termine, oppure il termine deve essere scaduto. In caso di condizione risolutiva (nella quale gli effetti dell'obbligazione si producono fino all'avveramento della condizione) gli interessi maturano da subito e spetta al debitore provare l'avveramento della condizione (all'avveramento della condizione cesserà la produzione degli interessi).

La condizione sospensiva è invece un evento futuro e incerto al cui verificarsi dipende l'efficacia del negozio giuridico. Il creditore deve provare l'avveramento della condizione. Gli interessi incominciano a decorrere dalla data dell'eventuale avveramento della condizione.

Gli interessi legali compensativi

Liquidità ed esigibilità sono i requisiti che il Codice civile richiede affinché possano maturare gli interessi legali corrispettivi. Esiste un'altra categoria di interessi legali, detti compensativi, per la quale non è necessaria l'esigibilità. Gli interessi compensativi sono dovuti al venditore di un bene fruttifero qualora il bene sia stato consegnato ma non ne sia stato pagato il prezzo.

Quantità e limite degli interessi legali

L'art. 1284 del Codice civile stabilisce che gli interessi siano dovuti nella misura del 5% annuo. La percentuale può essere ritoccata ogni anno con un decreto del Ministro del tesoro che rimane in vigore per dodici mesi. Per adottare questa modifica il Ministro del tesoro deve utilizzare come parametri il rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato e l'inflazione registrata nell'anno in corso.

Le parti possono concordare un tasso di interesse superiore a quello legale, ma l'accordo deve essere preso per iscritto altrimenti si applica il tasso stabilito dalla legge.

La capitalizzazione degli interessi

Di norma l'ordinamento giuridico italiano vieta l'anatocismo, cioè la capitalizzazione degli interessi. Le somme dovute a titolo di interesse possono essere capitalizzate solo in casi particolari: quando ci sono usi contrari a questo divieto, dal giorno in cui viene presentata domanda giudiziale oppure per effetto di un accordo fra le parti siglato solo dopo che gli interessi sono scaduti da almeno sei mesi.

Interessi moratori: cosa sono

Gli interessi di mora, a differenza degli interessi legali, non sono concepiti dall'ordinamento giuridico come un compenso per chi si priva del proprio capitale, ma come una forma di risarcimento danni. Gli interessi moratori infatti sono dovuti dal debitore che è in ritardo con il pagamento di un'obbligazione pecuniaria e spettano al creditore indipendentemente dalla prova di avere davvero sofferto un danno.

La messa in mora del debitore

Un'altra differenza fra interessi legali e interessi moratori è il modo in cui si determina la data da cui iniziano a maturare gli interessi. Affinché decorrano gli interessi moratori è necessario che il creditore metta in mora il debitore (art. 1219 c.c.). La messa in mora, tipica di questo tipo di interessi, consiste nell'intimazione al debitore di pagare la somma dovuta.

Ci sono casi particolari in cui la messa in mora non è necessaria: quando il debito deriva da fatto illecito, quando il debitore ha dichiarato per iscritto di non voler eseguire l’obbligazione e quando è scaduto il termine, se la prestazione deve essere eseguita al domicilio del creditore.

La messa in mora automatica

Alla disciplina generale della messa in mora prevista dall'art 1219 c.c. fanno eccezione i casi di messa in mora automatica previsti dal D.lgs 231/02 modificato dal D.lgs 9 novembre 2012 n. 192. L'ambito di applicazione di questa norma legge è circoscritto alla fattispecie dei contratti fra imprese o fra un'impresa e la pubblica amministrazione che prevedono in via esclusiva o prevalente la consegna di una merce o la prestazione di un servizio dietro la corresponsione di una somma di denaro.

La messa in mora scatta automaticamente dopo 30 giorni dal ricevimento della fattura oppure a 30 giorni dal ricevimento dei beni o dalla prestazione dei servizi (se le due date non corrispondono prevale la data della ricezione dei beni o dell'ultimazione della prestazione dei servizi).

Il tasso degli interessi moratori

Gli interessi moratori sono dovuti al tasso legale, tuttavia si applica un tasso più alto se prima della messa in mora maturavano interessi legali con tale tasso pattuito dalle parti per iscritto.

A questa disciplina generale fa eccezione il D.lgs 231/02 modificato dal D.lgs 9 novembre 2012 n. 192 che prevede per gli interessi moratori connessi a transazioni commerciali un saggio d'interesse più alto rispetto a quello determinato dall'art. 1284 del Codice civile. Il tasso di questi particolari interessi moratori è pari al tasso di riferimento BCE maggiorato di 8 punti percentuali.