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14
Lug
2011

Istat. Gli italiani stretti nella morsa della crisi

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altInarrestabile la corsa dell’inflazione, che a giugno ha registrato un’ulteriore impennata. Secondo l’Istituto di Statistica, la principale spinta all’aumento dell’indice

 generale a giugno deriva dal rialzo congiunturale dell’1,1% dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti, che determina una netta accelerazione del loro tasso tendenziale di crescita (5,2%, dal 4,2% di maggio). Nel mese di giugno, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), comprensivo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,1% rispetto al mese di maggio 2011 e del 2,7% rispetto allo stesso mese


dell’anno precedente (era +2,6% a maggio 2011). Il dato definitivo conferma la stima provvisoria.L’inflazione acquisita per il 2011 è pari al 2,3%. L’inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, sale al 2,1%, con un’accelerazione di tre decimi di punto percentuale rispetto a maggio (+1,8%). Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo sale al 2,2% dal 2,1% di maggio. La crescita tendenziale dei prezzi dei beni è stabile al 3,0%, mentre quella dei prezzi dei servizi sale al 2,6% dal 2,3% del mese precedente. Come conseguenza di tali andamenti, il differenziale inflazionistico tra beni e servizi diminuisce di tre decimi di punto rispetto al mese di maggio. La principale spinta all’aumento dell’indice generale a giugno deriva dal rialzo congiunturale dell’1,1% dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti, che determina una netta accelerazione del loro tasso tendenziale di crescita (5,2%, dal 4,2% di maggio). Un impatto significativo deriva anche dagli aumenti su base mensile dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, in larga parte legato a fattori stagionali, e dei prezzi degli Alimentari lavorati (per entrambi +0,4%). Effetti di contenimento, invece, si devono al calo congiunturale dei prezzi degli Energetici non regolamentati (-1,4%), degli Alimentari non lavorati (-0,3%) e dei Beni durevoli (-0,2%). I prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza diminuiscono dello 0,1% su base mensile e si stabilizzano al 3,5% su base annua. Un rialzo congiunturale dello 0,3% si rileva per i prezzi dei prodotti a media frequenza di acquisto che crescono del 2,7% rispetto a giugno 2010. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,1% su base congiunturale e del 3,0% su base annua (lo stesso valore registrato a maggio). Anche in questo caso si conferma la stima preliminare. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, aumenta dello 0,1% su base mensile e del 2,7% rispetto a giugno 2010. L’effetto collaterale di questo approccio è però il progressivo impoverimento della parte di popolazione i cui redditi non si adeguano all’inflazione, in un paese che già oggi è al massimo storico di partecipazione al programma dei food stamps: 43 milioni di persone, il 14 per cento del totale. Date le premesse, per Eurolandia non si prevedono tempi facili: spingere sul rialzo dei tassi soffocherebbe la ripresa, accentuando peraltro il dualismo tra il centro tedesco e l’indebitata periferia. Al momento, un primo effetto restrittivo si sta già ottenendo attraverso la rivalutazione dell’euro sul dollaro, perché il mercato valutario premia la divisa che alza il costo del denaro.

 

 

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