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19
Mar
2014

La filantropia, un aiuto per uscire dalla crisi

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filantropiaLa filantropia è sicuramente un'attività nobile che porta numerosi imprenditori e miliardari a finanziare e promuovere direttamente associazioni e attività per agire un cambiamento reale nel tessuto sociale delle comunità e per incoraggiare soluzioni sostenibili sia a livello sociale che ambientale.

Oltre a famosissimi uomini d'affari che hanno contribuito alla costruzione di fondazioni di tipo filantropico come ad esempio Bill Gates che insieme alla moglie è da anni si interessa ai problemi della fame nei paesi in via di sviluppo o Warren Buffett, imprenditore americano soprannominato l'oracolo di Obama, terzo uomo più ricco del mondo che ha contribuito con lo stesso Gates e ha promosso di impegnare il 99% del suo patrimonio in azioni filantropiche.

In Italia sono note le storie su Francesco Corallo che lo vedono come interessato ai problemi ecologici del nostro pianeta o come Diego della Valle che ha proposto di donare l'1% degli utili netti maturati dall'azienda per il welfare del territorio. Nel mirino del patron di Tod's infatti c'è una crescente preoccupazione per il tema dei giovani che non trovano lavoro. Non stiamo parlando di poca cosa, l'1% degli utili di un'azienda come Tod's corrisponderebbe circa a un milione e mezzo di euro.

Se tutti gli uomini più abbienti del nostro paese seguissero le orme di questi imprenditori forse l'Italia potrebbe ritrovare un nuovo motore per ricominciare ad uscire dal pantano della crisi economica.

Tuttavia affinché queste fondazioni ed operazioni possano trovare terreno fertile è necessario incentivare e trasmettere la cultura filantropica nel nostro paese. Una filantropia strategicamente organizzata e strutturalmente efficace deve mirare a un miglioramento reale di condizione dei più deboli fornendo loro risorse per il perseguimento di questo obiettivo. Quello che bisogna cercare di incentivare e l'uguale accesso a tutti i mezzi che facilitano una fuoriuscita da situazioni di disagio.

Il vero filantropo non è colui che si sente di fare azioni caritatevoli o di andare a supplire ad una carenza per benevolenza, il filantropo è colui che agisce mosso da uno stato di necessità, che comprende come della sua azione non beneficeranno soltanto i più sfortunati, ma tutta la società stessa.

Oggi vi è ancora molta confusione ed ignoranza su cosa significhi veramente filantropia, e spesso le aziende, i brand o i privati che spendono le loro risorse ed energie dietro a progetti filantropici non sono in grado di promuoverli nella corretta maniera, dando a questi la possibilità di essere recepiti e proliferare.

Imprenditoria e filantropia non devono essere due mani di cui una lava l'altra ma debbono cooperare per la costruzione di una società in cui esse possano svilupparsi cooperando e traendone un mutuo beneficio.

La filantropia è essa stessa infatti un fattore di sviluppo in grado di generare ricchezza, essa infatti promuove reddito, occupazione, capitale sociale.

Migliorare delle condizioni di vita della popolazione in questo momento di crisi finanziaria significa reintrodurre nel circolo produttivo e ed consumo una parte importante della popolazione.

In una società in cui infatti il potere d'acquisto è fortemente ridotto è inevitabile che si atrofizzi anche il mercato produttivo portando anche ad una depressione delle azioni imprenditoriali. Una filantropia che si muovi orientando cambiamenti strutturali in questo senso può quindi tentare di spezzare questo circolo vizioso.

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