Stampa
16
Lug
2018

Guida alla scelta del giubbotto giusto

Pin It

Esiste un'enorme varietà di giubbotti, solitamente si intendono quelli che hanno delle imbottiture e sono foderati in poliestere, ma a parte queste caratteristiche il resto si differenzia notevolmente quanto a disegno, utilizzazione finale e accessori vari.

Si dice che si indossino alla fine, intendendo con ciò il fatto che quando li mettiamo siamo pronti per uscire da un luogo protetto agli agenti atmosferici, come il freddo, la pioggia o la neve.

Oltre alle caratteristiche estetiche un giubbotto ha bisogno anche di soddisfare requisiti importanti, in funzione dell'uso che intendiamo farci. Il materiale di cui è fatto gioca un ruolo determinante, come anche la presenza o meno degli optional.

Un cappuccio è un classico per un giubbotto protettivo dagli ambienti atmosferici, ma è anche indicatore del tipo di tessuto idrorepellente di cui è fatto. Non lo si può affermare con certezza poiché i canoni estetici hanno promosso il cappuccio da elemento funzionale a decorativo.

Per uso sportivo non se ne può fare a meno, il training all'aria aperta ha bisogno di tessuti tecnici particolari, oltre a proteggere devono permettere la traspirazione.

In alcuni periodi dell'anno risulta molto utile acquistarli poiché ci sono molte promozioni di giubbotti offerte negli store online.

Nel tempo i giubbotti sono diventati modificabili mediante cerniere e bottoni. Un gilet va bene in autunno e man mano che la stagione avanza i pezzi, come le maniche ed il cappuccio, si aggiungono per proteggere sempre di più, sono i giubbotti gilettati.

Tra i giubbotti corti è facile pensare al classico Bomber che ha una caratteristica invidiabile, ossia rimanere praticamente invariato nel tempo. Si pensi che risale alla prima guerra mondiale in cui i piloti inglesi lo utilizzavano per la capacità di proteggere dal vento e dal freddo. Si aggancia alla vita ed ai polsi mediante elastici, il suo interno è tipicamente foderato di arancione. I giovani hanno preso da qualche anno ad indossarlo al contrario.

Un altro dei giubbotti più famoso è il chiodo, praticamente mai uscito di moda, grazie anche alla fama che gli è stata donata da Hollywood, si pensare a John Travolta, Tom Cruise e più in la nel tempo a James Dean. Simbolo di ribellione ancora oggi è un classico. Oggi lo si associa ai motociclisti per lo più.

Il giubbotto più diffuso: il piumino

C'è chi lo adora e chi lo osteggia, certo è che se parliamo di isolamento termico non ha paragoni con gli altri giubbotti. La sua imbottitura in piuma d'oca lo rende perfetto per livello di protezione e leggerezza.

Direttamente dalle piste di sci si è diffuso diventando un articolo di moda letto e riletto in molti stili e in diverse epoche ormai. A parte i pregi che tutti ben conosciamo c'è un difetto che non lo rende adatto all'alta moda. Il suo riempimento a palloncino è difficile da abbinare seguendo le linee del corpo. Ciò nonostante è raro che non se ne possegga uno, visto che i suoi pregi superano abbondantemente questo lato meno amato dail puristi della moda elegante.

Sempre per combattere il freddo non si può non citare l'Eskimo. Al contrario del piumino, l'Eskimo ha una sua rilevanza nell'alta moda, pur essendo stato per molto tempo identificato di un'area politica più vicina al proletariato. Il cappuccio bordato di pelliccia le ampie tasche sono state interpretate dagli stilisti che ne hanno permesso la diffusione come capo ricercato per il casual ma anche per l'alta moda. La sua lunghezza varia, si assiste ad un graduale allungamento tipico per gli indumenti da montagna.

Per concludere il Barbour. Il giubbotto simbolo degli anni novanta disponibile solo in due colorazioni, blu petrolio e verdone. Tessuto trattato per essere reso completamente impermeabile, grazie ad una cera che può essere rinnovata ogni qualvolta lo si ritiene opportuno per allungare l'effetto impermeabilizzante.

E' nato per l'equitazione e con alcune aggiunte lo si può rendere più caldo e utilizzabile anche in inverno.