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27
Mag
2016

L’antiage del futuro punta sull’autorigenerazione della pelle

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Altro che prodotti naturali di erboristeria… Ma esisteranno ancora le erboristerie nel futuro? In questi giorni impazza una notizia davvero sconcertante ed è quella dell’autorigenerazione della pelle. All’ultimo Congresso di medicina estetica tenutosi a Montecarlo, la dottoressa Jonquille Chantrey avrebbe spiegato che oggi le donne non vogliono mentire sull’età, preferiscono, invece, conservare l’espressività e la naturalezza del proprio viso. E questa parrebbe anche essere una bella notizia, visto che sempre secondo la dottoressa, il  desiderio delle donne europee, in particolare, è di apparire esattamente come si sentono; per questo è necessario comprenderne le aspettative e indirizzarle non verso un modello precostituito di bellezza, ma verso i loro bisogni reali.Di fatto si potrebbe arrivare alla conclusione che presto alla generica lotta contro l’invecchiamento ed ai prodotti naturali acquistati nelle erboristerie,  si sostituiranno interventi che rispettano le caratteristiche individuali e stimolano le facoltà rigenerative del nostro organismo. Un concetto fantascientifico che però non tarderà a diventare realtà. Un nuovo “mostro” contro cui combattere? Potrebbero in un futuro non poi così lontano nascere due fazioni di donne: queste e quelle al naturale? Qualche film già ci è arrivato vicino…

Ma non finisce qui perchè all’ultimo simposio organizzato da Allergan, multinazionale farmaceutica, sono stati presentati gli “Md Codes”, mappature del viso che consentono di ricreare l’architettura naturale più indicata per ciascun paziente.
Secondo il chirurgo plastico Mauricio de Maio, nonchè ideatore del metodo «Il giusto filler, usato secondo questi codici da un medico esperto, consente di trattare anche i casi che fino a ieri richiedevano una soluzione chirurgica».

Anche i filler si rivoluzionano

A farci capire meglio di cosa si tratta, ci pensa la la dottoressa Maria Gabriella Di Russo, docente di Medicina estetica all’Università di Pavia :«L’esigenza di riempire verrà sempre più sostituita da quella di dare all’epidermide tutte le risorse necessarie per mantenersi autonomamente splendida»
«Lavoreremo sempre più su questo fronte, sviluppando metodiche di dermoristrutturazione. Già oggi possiamo metterle in atto con la “Redensity”, ovvero iniettando complessi che combinano acido ialuronico, aminoacidi, antiossidanti, minerali e vitamine».

Ma cosa ne pensano le donne coreane che non rinunciano ai loro rituali?

Le donne coreane, che presentano un fascino particolare, non danno ascolto alla “modernizzazione” e continuano con i loro particolarissimi trattamenti di bellezza tra cui l’estratto di bava di lumaca, che possiamo trovare in erboristeria, utile per la rigenerazione cellulare, per passare poi al veleno d’api (anti-infiammatorio, rilassa i muscoli facciali) e alla stella marina(anti-età).
Il fungo Chaga (antiossidante), il loto delle nevi (lenitivo), il bambù(idratante) e l’alga Kelp(contro l’acne e l’iperpigmentazione). Componenti esotiche ma di provata efficacia e tutte naturali, in linea con la tradizione coreana e con le ultime tendenze a livello globale. Chi vincerà la battaglia della bellezza? Non saranno forse i famosi rimedi della nonna?

Eppure non bisogna lasciarsi “ingannare” nemmeno dalle coreane per quanto riguarda il culto della bellezza, pensiamo infatti che solo a Seoul ci sono 112 negozi beauty ogni 8 isolati...tant’è che proprio le coreane spenderebbero di norma il doppio delle americane in cosmetici che sono economici. I preferiti? I cosidetti cosmetici multifunzionali(dalla BB cream alla CC cream, al trattamento a effetto lifting), per poi passare al boom del “freshly made”: ingredienti freschi e fermentati, in cui bagnare, per esempio, le sheet-maskprima di applicarle. E poi la essence lotionche aiuta a rinnovare le cellule, e la ampoule, sorta di siero che le coreane hanno inserito stabilmente nella propria complessa routine di bellezza.

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