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20
Apr
2018

Case di lusso: ecco cosa c'è da sapere a riguardo

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Il settore degli immobili di lusso ha avuto un’impennata non indifferente negli ultimi anni in Italia.

Questo è dovuto certamente al fascino delle grandi città italiane e dei loro magnifici centri storici, ma anche realtà più piccole hanno seguito bene il trend mostrando buoni numeri da questo punto di vista. In ogni caso l’Italia è piena di posti meravigliosi: basta cliccare su https://www.italy-sothebysrealty.com/it/s/affitto/residenziale.aspx  per avere una carrellata di stupende case in vendita.

Avere una casa di lusso è senz’altro un privilegio ma può presentare anche degli svantaggi. Tra tutti il fatto che essa non rientra tra le agevolazioni fiscali che riguardano la prima casa, quelle cioè stabilite dalla Legge di Stabilità che prevede l’esenzione dal pagamento delle tasse sull’abitazione.

Ma in che modo si configura un appartamento di lusso?

Le disposizioni giuridiche sulle case di lusso

Per sapere quando una casa può definirsi di lusso dobbiamo fare riferimento al Decreto ministeriale del 2 Agosto 1969. Tale decreto stabilisce i requisiti entro i quali una casa può definirsi di lusso, a prescindere dalla destinazione catastale.

Un’abitazione può definirsi di lusso ad esempio quando è costruita su aree destinate a ville o parchi, oppure quando abbia una destinazione edilizia di lotti per case unifamiliari non inferiore a tremila metri quadrati.

Altra fattispecie che configura una casa di lusso è quando essa faccia parte di fabbricati che hanno una cubatura superiore a duemila metri quadri. Un altro esempio di casa di lusso sono le superfici che comprendano una piscina di almeno ottanta metri quadri o un campo da tennis che abbia il sottofondo drenato si almeno seicentocinquanta metri quadri.

Poi bisogna menzionare gli alloggi padronali con uno o più vani che siano superiori a duecento metri quadri ad esclusione di spazi come terrazzi, balconi, cantine, soffitte, scale e posti auto.

Infine ci sono quelle case che superino i 240 metri quadri (ad esclusione di spazi esterni) costruite su fabbricati in cui il costo del terreno coperto superi di una volta e mezzo almeno il costo della costruzione.

Un’ultimissima fattispecie il Decreto la riserva a quelle case che abbiano almeno quattro caratteristiche comprese in una tabella ad esso allegata e che comprendono finiture particolarmente pregiate.

Lo sviluppo della giurisprudenza sugli immobili di lusso

Abbiamo visto quali sono le caratteristiche che fanno rientrare una casa nella categoria immobili di lusso, stabilite dal Decreto ministeriale 2 Agosto del 1969.

Vediamo adesso quali sono stati i principali sviluppi giurisprudenziali maturati a seguito del Decreto.

Un caso molto interessante, e anche molto recente, è quello maturato a seguito della sentenza 20031/2015, depositata il 7 Ottobre.

In questo caso la Corte di Cassazione ha deciso che non possono godere di agevolazioni fiscali sulla prima casa, gli immobili che superino i 240 metri quadri di superficie con il seminterrato non abitabile. Secondo la Corte di Cassazione quel tipo di immobile deve rientrare tra quelli considerati di lusso, per cui i giudici hanno di fatto confermato un orientamento in tal senso che era già maturato attraverso la pronuncia 12942/2013.

Un altro interessante aspetto è quello che riguarda la presenza di una piscina. Qui la Corte di Cassazione ha invece sconfessato una precedente pronuncia, stabilendo (con la sentenza 21908/2015, depositata il 29 Ottobre) che se  una villa ha una metratura inferiore a 240 metri quadri ma comprende una piscina, la villa stessa rientrerà ugualmente tra gli immobili di lusso. In questo caso quindi l’acquirente di tale immobile non potrà usufruire delle agevolazioni fiscali sulla prima casa.