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29
Mar
2017

Cosa bisogna sapere sulla trasmittanza termica

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Quando si parla di trasmittanza termica si fa riferimento a un criterio molto importante che viene utilizzato nell'ambito della selezione dei sistemi per l'involucro edilizio: si tratta, infatti, di un parametro che contribuisce a favorire l'individuazione della soluzione più adeguata sul piano termico per gli edifici in costruzione. Dai sistemi isolanti alle murature, dalle porte esterne alle finestre, sono molteplici le componenti accomunate dalla trasmittanza termica, il cui simbolo è rappresentato dalla lettera U: una lettera che sta a indicare la potenza termica che percorre l'involucro edilizio per unità di superficie disperdente e per unità di differenza di temperatura tra l'ambiente interno e quello esterno.

Per capire in maniera più semplice il concetto, è sufficiente sapere che tanto più i valori della trasmittanza sono bassi quanto più un elemento che fa parte dell'involucro edilizio può essere ritenuto performante sotto il profilo termico. Ciò è dovuto al fatto che con il crescere del valore della trasmittanza aumenta la quantità di calore che viene disperso attraverso l'elemento dell'involucro che viene preso in considerazione. In pratica, il valore permette di conoscere la capacità di un elemento (considerato un suo metro quadro) di disperdere calore nel momento in cui tra l'interno e l'esterno vi è una differenza di 1 K di temperatura: ecco perché la U si misura in W per metro quadro K.

 

I riferimenti normativi a proposito della trasmittanza termica devono essere individuati nella UNI EN ISO 6946:2008 e nel D. Lgs. 311 del 2006. La prima riguarda il calcolo della trasmittanza e della resistenza termica, che non è altro che l'inverso della prima, visto che costituisce il valore che segnala la capacità di trattenere il calore da parte di un corpo; il D. Lgs. 311 del 2006, invece, riguarda le disposizioni relative al rendimento energetico in edilizia e, in particolare, la riduzione delle dispersioni degli involucri: il decreto in questione ha individuato i valori limite di trasmittanza termica che devono essere rispettati nelle varie zone climatiche sia per le strutture trasparenti che per le strutture opache, come le coperture, i pavimenti e le pareti.

Occorre sapere, inoltre, che il 26 giugno del 2015 il Ministero dello Sviluppo Economico ha emesso tre nuovi decreti attraverso i quali sono stati introdotti dei criteri più severi rispetto ai parametri che erano stati individuati con il decreto del 2006: le novità riguardano, tra l'altro, l'applicazione dei metodi di calcolo delle prestazioni energetiche, le linee guida nazionali per la certificazione energetica, la definizione dei requisiti minimi e delle prescrizioni degli edifici e le modalità di riferimento per la redazione delle relazioni tecniche di progetto, sia per gli edifici nuovi che per quelli da riqualificare o ristrutturare.

La trasmittanza termica, in sintesi, ha a che fare con l'isolamento termico: tanto meno un edificio è isolato, quanto più è sensibile alla comparsa di muffe, specialmente nei punti in cui si concentra l'umidità. Per sconfiggere queste nemiche, ci si può affidare a un prodotto antimuffa naturale, che non solo contribuisce alla rimozione delle spore, ma svolge anche una preziosa azione di prevenzione per il futuro.