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12
Gen
2013

Cassazione: stop ai pregiudizi per figli coppie gay

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coppia gayUna coppia omosessuale può crescere un bambino senza per questo compromettere il suo equilibrio psico-fisico.È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 601 dell'11 gennaio 2013, da il via libera ai figli cresciuti da coppie gay, quando non è a rischio il corretto sviluppo del minore.

Per la Corte, chi contesta una simile decisione del giudice senza "certezze scientifiche o dati di esperienza", ma solo avanzando "il mero pregiudizio che sia dannoso per l'equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale", dà per scontato ciò che invece è da dimostrare, ossia la dannosità di quel contesto famigliare.

Il punto di vista della Cassazione sulla possibilità per le coppie omosessuali di crescere figli nel loro nucleo famigliare, è contenuta in una sentenza che respinge il ricorso di un immigrato di religione islamica che vive a Brescia.

L'uomo si era rivolto ai supremi giudici per contestare la decisione con la quale la Corte d'Appello bresciana, il 26 luglio 2011, aveva affidato in via esclusiva il figlio minore naturale, che lui aveva avuto dalla sua ex compagna, alla donna.

L'uomo faceva anche presente che la sua ex era andata a vivere con una assistente sociale della comunità per tossicodipendenti nella quale, anni prima, era andata a disintossicarsi la madre del bambino conteso. Secondo il ricorrente era dannoso che il minore fosse educato in un contesto omosessuale.

Per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” la capacità di crescere un figlio non è una prerogativa esclusiva della coppia eterosessuale, ma riguarda anche le coppie omosessuali e i single. Ciò che è veramente importante è che l'adozione venga disposta nell'esclusivo e prioritario interesse del minore. Una coppia omosessuale può crescere un bambino senza per questo compromettere il suo equilibrio psico-fisico. Infatti il genitore gay non perde per questo l'affido del minore.

Lecce, 11 gennaio 2013                                                                                                                                                                                            

Giovanni D’AGATA

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