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18
Lug
2012

Ferraioli: ricordiamo ed onoriamo Paolo Borsellino

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altIl 19 luglio ricorre il ventesimo anniversario della morte del Giudice Martire Paolo Borsellino e della sua scorta nel tragico attentato di Via D'Amelio a Palermo. Ricordare quell'evento ci riporta indietro nel tempo ad un periodo ancora oscuro della recente storia che

 continua a porre degli inquietanti interrogativi.
Paolo Borsellino è morto nello svolgimento del proprio lavoro e nella ricerca affannosa della Verità e della Giustizia che per lui erano un Imperativo, condizioni essenziali per il raggiungimento di un'autentica Libertà per tutti i Cittadini di questa Repubblica.
Fra le frasi che amo ricordare c'è la seguente “A fine mese, quando ricevo lo stipendio, faccio l'esame di coscienza e mi chiedo se me lo sono guadagnato”, ecco anche questo era Paolo Borsellino. Un Uomo coscienzioso che aveva fatto del suo lavoro una missione, per la quale era giustamente retribuito dallo Stato ma alla quale voleva garantire tutti i suoi sforzi per il raggiungimento dell'obiettivo primario “La Lotta a tutte le mafie”. Un ricerca che per lui non era soltanto un'azione repressiva ma una sorta di movimento culturale che coinvolgesse soprattutto le nuove generazioni con quella opposizione quotidiana al compromesso morale, all'indifferenza ed alla complicità per il raggiungimento di una bonifica morale che consentisse a tutti di poter riassaporare il “fresco profumo della Libertà”.
Sono certo che ricordare Paolo Borsellino non sia solo un atto dovuto ma faccia parte di un desiderio, per fortuna sempre più condiviso, di prosecuzione di quel Movimento Culturale per il quale ha sacrificato la sua stessa vita ed una prosecuzione di quella lotta a tutte le mafie che deve incominciare da ognuno di noi.
(Maurizio Ferraioli)