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09
Ott
2012

Giornata mondiale contro la pena di morte

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altIl 10 ottobre 2012  ricorre il decimo anniversario della “Giornata mondiale contro la pena di morte”, evento  principale della “Coalizione mondiale contro la pena di morte”, una rete formata da 121 organizzazioni che  difendono i diritti umani, alla quale aderisce Amnesty International.
 

Come  ogni anno le organizzazioni abolizioniste e gli attivisti per i diritti umani di tutto il mondo si mobilitano per far conoscere lo stato lo stato attuale dell'applicazione della pena capitale nel mondo e intraprendere azioni verso l'obiettivo finale della sua completa abolizione.

In tutta Italia i gruppi di Amnesty International organizzano eventi pubblici e iniziative e presentano appelli che tutti i cittadini  possono firmare sui casi concreti di persone che stanno rischiando  ingiustamente di essere condannate a morte
A Genova mercoledi 10 ottobre 2012 dalle ore 10 alle ore 18 presso la Biblioteca Berio, sarà presente un centro informativo costituito dai 2 gruppi genovesi,di Amnesty, che raccoglieranno firme per i casi di  Reginald  Clemons, Missouri (Usa) e di Chiou Ho-shun (Taiwan), due condannati a morte nei rispettivi paesi, su cui verrà distribuito materiale informativo.
Chiou Ho-shun è nel braccio della morte da oltre due decenni, dopo essere stato condannato a morte nel 1989.

Secondo le informazioni raccolte, durante le indagini ha subito torture da parte degli agenti di polizia.
Reginald (Reggie) Clemons è un ragazzo afroamericano che aveva 19 anni nel 1991, quando fu condannato a morte nello stato del Missouri. Il suo caso, secondo Amnesty International illustra chiaramente i difetti del sistema penale statunitense.

In occasione della Giornata Internazionale contro la pena di morte, gli attivisti di Amnesty International si mobiliteranno  inoltre per chiedere a quattro paesi (Cuba, Ghana, Myanmar e Tunisia) abolizionisti di fatto da quasi un decennio o più, di votare in favore della prossima risoluzione per una moratoria sull’uso della pena di morte, che sarà presentata alla 67a sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel mese di ottobre 2012.

 La pena di morte viola il diritto alla vita, è irrevocabile e può essere inflitta a innocenti. Non ha effetto deterrente e il suo uso sproporzionato contro poveri ed emarginati è sinonimo di discriminazione e repressione. La tendenza mondiale verso l’abolizione della pena di morte ha conosciuto negli anni ’90 una decisa accelerazione, sostenuta dai principali organi internazionali come la Commissione sui diritti umani dell’Onu. 
Nel 2007, nel 2008 e nel 2010, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che chiede una moratoria sulle esecuzioni e impegna il Segretario Generale dell’Onu a riferirne l’effettiva implementazione e riportare tale verifica nelle successive sessioni dell’Assemblea. Tali risoluzioni, sebbene non vincolanti, portano con sé un considerevole peso politico e morale e costituiscono uno strumento efficace nel persuadere i paesi ad abbandonare l’uso della pena di morte.
Dal 1990, 56 paesi hanno abolito la pena di morte per tutti i reati. Alla fine di novembre 2011, il parlamento lettone ha abolito la pena di morte per i crimini eccezionali, diventando così, alla data del 1° gennaio 2012, il 97° paese al mondo a essere abolizionista per tutti i reati. L’11 ottobre 2011 l’Honduras è diventato il 12° stato parte del Protocollo alla Convenzione Americana sui Diritti Umani per l’abolizione della pena di morte. Il 27 gennaio 2012, anche la Repubblica Dominicana ha ratificato il Protocollo.

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