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16
Mar
2018

A Genova sposarsi costa meno: tirchieria o parsimonia?

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Secondo un’indagine condotta da ProntoPro e Compass a Genova sposarsi costa meno rispetto al resto d’Italia, i novelli sposi riescono contenere la spesa per l’organizzazione delle nozze entro i 13.000 euro. Una somma ragionevole, se comparata alla media nazionale di 15.000 euro e nettamente inferiore rispetto a Roma o Napoli, dove il costo del “fatidico Sì” sale a un minimo di 19.000 euro.

Verrebbe da pensare che complice del risparmio sia la proverbiale avarizia dei liguri. Gilberto Govi, indimenticabile attore teatrale genovese, amava sostenere che “l’avarizia è un difetto e il risparmio una qualità”. Peccato che l’indagine condotta non sia in grado di stabilire se l’attitudine dei Liguri a essere parsimoniosi nell’organizzazione delle nozze sia più da associare alla capacità di contrattare sui prezzi, oppure nel restringere il numero di invitati o dei servizi. Certamente non ci si lascia andare al lusso sfrenato, anche perché il periodo storico non lo consente, infatti l’ISTAT sostiene che in Liguria, rispetto a 10 anni fa, il numero di matrimoni è decisamente calato.
La crisi economica ha colpito anche gli “investimenti affettivi”, i giovani preferiscono le unioni di fatto e se fino a pochi anni fa la nascita di un bambino coincideva con la decisione di mettere su famiglia e sposarsi, oggi un neonato su 4 ha genitori che convivono e non si pongono il problema del matrimonio, almeno fino a quando non raggiungono una sicurezza lavorativa ed economica.

Il matrimonio all’italiana e la sindrome da principessa

Nell’ottimizzazione delle spese per il matrimonio anche i genovesi devono fare i conti la sindrome da principessa, il giorno del “sì” deve essere perfetto e come in ogni matrimonio all’italiana che si rispetti si rendono indispensabili gli addobbi floreali, ma anche il servizio fotografico, passando per le bomboniere che devono essere originali, o la location che non può che essere indimenticabile. Il buffet coincide solitamente con l’esborso più oneroso: mediamente 6.000 euro per un ricevimento di un centinaio di persone. Poi l’abito della sposa, la principessa, merita il giusto investimento. Seppure a Genova a differenza di Roma e Milano non ci si reca dal sarto, la spesa per l’abito non può essere inferiore ai 4.000 euro.

La musica per creare la giusta atmosfera durante la cerimonia, o per allietare gli ospiti al ricevimento, è ormai una spesa irrinunciabile per consacrare la giornata e tirare fino a tardi con il ballo e l’allegria nel migliore clima di festa.

Per risparmiare su questi servizi dedicati agli sposi, ma anche per conoscere il parere sulla loro qualità, o valutarne le caratteristiche oltre che il costo, ci si può affidare a portali online dedicati all’organizzazione del matrimonio ed a tutti i servizi ad esso correlati come Vita Insieme.

Matrimoni unconventional e originali

Molti sposi per risparmiare decidono di evitare il classico matrimonio pomposo in chiesa, preferiscono sposarsi in comune con un matrimonio civile. I più intraprendenti evitano di spendere una fortuna con la formula “fai da te” che non necessariamente deve essere penalizzante; del resto il famoso detto “di necessità bisogna fare virtù” aguzza l’ingegno con una conseguente predisposizione a rendere originale un giorno che di per sé è già speciale per definizione.

Così capita di partecipare a matrimoni unconventional dove il pranzo di nozze si trasforma in un pic-nic, oppure a matrimoni pomeridiani in cui al posto della cena si partecipa ad una super sfiziosa merenda, che giustamente viene rinominata apericena. E ancora si può ricorrere allo street food, oppure a un brunch, insomma la parola d’ordine è “uscire dagli schemi” e fare in modo che il matrimonio non rimanga sinonimo di tirchieria, ma piuttosto venga consegnato ai posteri come una “giornata memorabile”.