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16
Set
2013

Dipendenze affettive, quando l'amore diventa dipendenza

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dipendenza affettivaIo non esisto senza te”, “non valgo nulla”, “sono inutile”, “non sono degna di essere amata”, “ho paura”… sono solo alcuni dei pensieri che definiscono la condizione difficile in cui molte persone, soprattutto donne, possono trovarsi.

Una condizione in cui l’amore, inteso come scambio di affetti fra persone libere, autonome e spontanee, viene sostituito da una dinamica di potere molto forte, in cui ci si scambia il ruolo di Vittima, Persecutore e Salvatore.

Si chiama dipendenza affettiva o love addiction, ed è una forma di dipendenza patologica basata, da una parte, su una percezione dell’altro vissuto come entità nutriente ed attiva e, dall’altra, su un’idea di sé come soggetto bisognoso ed incapace di contribuire in alcun modo al proprio sostentamento. Si differenzia dalle altre dipendenze patologiche o addictions perché in questo disturbo l’ossessività, l’impulsività e la compulsività non sono correlate ad un oggetto (alcool, droga, farmaco) o ad un comportamento (gioco d’azzardo, Internet), ma ad una persona.

Chi manifesta una dipendenza affettiva di solito è caratterizzato da mancanza di autonomia, da percezioni negative e svalutative riguardo al proprio valore e da un’inadeguata coscienza di sé. Queste caratteristiche generali costringono, inoltre, la persona dipendente a confrontarsi quotidianamente con la paura della separazione e dell’abbandono, da una parte, e la paura del cambiamento, dall’altra.

L’amore per l’altro viene vissuto come parassitario (basato su continue richieste di assoluta devozione e di rinuncia da parte dell’amato), ossessivo (tende a lasciare sempre minori spazi personali), inibito, con una stagnazione della relazione e lo sviluppo della paura dei cambiamenti prima e di forme di evitamento in conseguenza, oltre ai bisogni ossessivi di sicurezza e aspettative non realistiche.

È possibile rintracciare una correlazione tra l’insorgere di un comportamento di dipendenza affettiva in età adulta e alcune dinamiche familiari vissute durante l’infanzia, che hanno determinato il formarsi di pensieri del tipo “I miei bisogni non hanno importanza” o “non sono degno di essere amato”.

Di seguito alcune caratteristiche delle famiglie in cui sono cresciute le persone con dipendenza affettiva:

  1. Famiglie in cui i bisogni emotivi non vengono riconosciuti. Vengono trascurati il bisogno di affetto e di amore ed ignorate le percezioni e i sentimenti dell’individuo fin dall’infanzia, che di conseguenza tende ad adattare le sue percezioni a quello che gli viene detto dalle sue figure di riferimento (l’esito di una situazione di questo tipo è la perdita di fiducia in sé stessi e nelle proprie percezioni che determinerà da adulti la capacità di discernere tra le situazioni e/o persone che possono arrecare danno);
  2. Presenza di violenza tra i genitori e/o tra genitori e figli;
  3. Comportamento sessuale scorretto da parte di un genitore verso una bambina o un bambino, che può andare dalla seduttività fino all’abuso sessuale;
  4. Presenza costante di litigi e tensioni;
  5. Lunghi periodi di tempo in cui i genitori rifiutano di parlarsi tra loro;
  6. Un genitore incapace di avere rapporti normali con altri membri della famiglia e che li evita di proposito, dando loro la colpa del suo isolamento;
  7. Abuso di alcol o di altre droghe;
  8. Genitori in competizione tra loro o con i loro figli;
  9. Comportamenti compulsivi, bisogno irresistibile di continuare a mangiare, lavorare, pulire, giocare d’azzardo, spendere, ecc. Questi comportamenti coatti sono come droghe, processi patologici progressivi; tra i molti effetti dannosi, distruggono e impediscono contatti sinceri e intimità nella famiglia;
  10. Genitori che hanno atteggiamenti o valori conflittuali o manifestano comportamenti contraddittori l’uno in competizione con l’altra per ottenere la complicità dei bambini;
  11. Estrema severità in fatto di denaro, religione, lavoro, uso del tempo, manifestazioni di affetto, sesso, politica ecc.. Una qualsiasi di queste ossessioni può precludere i contatti e l’intimità, perché non si dà importanza ai rapporti, ma all’obbedienza alle regole.

Uscire dalla dipendenza affettiva, per quanto difficile e doloroso, è comunque possibile. L’obiettivo generale, da definire in un percorso terapeutico specifico, è la conquista dell’indipendenza, dell’autonomia affettiva e di crescita della consapevolezza di sé, delle proprie risorse personali e dell’autostima, per identificare il significato e le cause che stanno alla base di queste scelte relazionali patologiche.

A cura della dott.ssa Debora Contino

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