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27
Ago
2011

La Liguria brucia e i vigili del fuoco sono senza stipendio

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altGenova.Maruska Piredda (Idv) denuncia: “I vigili del fuoco discontinui non vedono un euro da giugno. Ora i soldi ci sono, ma manca la firma del responsabile che è in ferie” «In Liguria è scattato lo stato di massima allerta incendi e i vigili del fuoco discontinui di Genova da tre mesi sono

 senza stipendio». A denunciare la tanto paradossale quanto grave situazione è Maruska Piredda, consigliere regionale Idv e presidente della commissione Pari opportunità. Per i lavoratori genovesi, che da giugno non percepiscono un euro, si è aggiunta, in questi giorni, al danno anche la beffa quando dall’ufficio


contabilità del comando di Genova è stato comunicato che le buste paga erano finalemte pronte, ma mancava la firma del funzionario del ministero degli Interni, indispensabile per l’erogazione dei compensi. «Dalle comunicazioni pervenute dal dipartimento ministeriale – dice Piredda – il funzionario risulta irreperibile. Se, come ci è stato detto, il responsabile è davvero in ferie, mentre lui si gode le vacanze, molti vigili del fuoco si sono visti tagliare la luce in casa perché in arretrato con il pagamento delle bollette. Se i vigili del fuoco avessero lo stesso senso di responsabilità di certi dirigenti romani, probabilmente in Italia non ci esisterebbe più neppure un ettaro di bosco». Maruska Piredda, che è anche presidente di Alvip, l’associazione nazionale vittime del precariato, spiega l’entità del fenomeno dei vigili del fuoco discontinui: «In Italia sono circa 16 mila, 200 solo a Genova. I ritardi con cui percepiscono i propri compensi, che si aggirano sui mille euro al mese, oscilla tra i tre e i sei mesi. Il loro ruolo non è quello di semplici “tappabuchi”. Anche se il loro impegno è a chiamata e dovrebbero servire solo in caso di particolari emergenze, in realtà sono indispensabili a garantire i requisiti minimi di sicurezza su scala nazionale. Inoltre spesso vivono nel precariato da oltre trent’anni e l’assunzione, con i tagli alla sicurezza, è per loro diventata un miraggio». Piredda ricorda che in Italia c’è un vigile del fuoco ogni 3 mila abitanti, mentre le norme europee ne prevedono uno ogni mille. «Ricorrere ai vigili del fuoco discontinui è ormai una prassi, vista la carenza di organico cronica di molti comandi sul territorio italiano. I vigili del fuoco sono sempre più spesso sottoposti a turni di 12 ore, le squadre escono con un numero di uomini inferiore a quello stabilito dalla legge e d’estate, se alle ferie si aggiunge qualche malattia, capita che alcuni comandi chiudano i battenti mettendo a serio rischio il presidio del territorio». Per i lavoratori genovesi, Piredda auspica una rapida soluzione del “disguido burocratico”. «Se la situazione si protrarrà – assicura Piredda – porterò la questione in consiglio regionale e all’attenzione della commissione competente».