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19
Apr
2012

Tirrenia,“Una nave senza comandante”

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alt«Con l’uscita di due soci su tre dalla cordata Cin, Compagnia italiana navigazione, aumentano le preoccupazioni sul futuro occupazionale degli oltre 500 lavoratori della sede di Genova, tra personale

navigante, circa 450 persone, e i 58 amministrativi». Così Maruska Piredda, consigliere regionale e responsabile Lavoro Welfare dell’Italia dei Valori in Liguria, sugli sviluppi della vicenda di Tirrenia-Cin, commissariata dal 2008 e per la quale è iniziata la privatizzazione nel 2010, con successiva assegnazione alla cordata Aponte-Grimaldi-Onorato a maggio 2011. «La procedura avviata dall’Antitrust della Ue ha giudicato irregolare la gara di assegnazione e ha stabilito la restituzione di 496 milioni di aiuti di Stato da parte dei nuovi proprietari – spiega Piredda – questo ha spinto Gianluigi Aponte e gli armatori Grimaldi a uscire dalla partita. A oggi della cordata Cin rimane solo Vincenzo Onorato, della Moby Lines, che detiene il 40% della nuova società. Il resto del pacchetto azionario dovrebbe essere suddiviso tra fondi di investimento e non ancora definiti operatori del settore dello shipping». In attesa che il quadro societario venga definito (il termine della proroga del contratto del commissario straordinario Giancarlo D’Andrea scade il 21 giugno) restano profonde incertezze per i lavoratori. «Il timore – dice Piredda – è che venga attuata l’ipotesi dello “spezzatino” delle rotte, su cui

 

già l’Ue si era espressa negativamente nei confronti di Cin». Piredda ha presentato il 22 novembre una mozione in consiglio regionale per chiedere che la Regione si attivasse per il rispetto da parte di Tirrenia-Cin dell’articolo 2112 del codice civile (che prevede che siano applicati gli stesso trattamenti economici e normativi previsti dai contratti nazionali e territoriali della categoria), per chiedere che fossero salvaguardati i livelli occupazionali e che non ci fossero trasferimenti di personale dalla sede genovese.

«Nella mozione che ancora non è stata discussa in consiglio – dice Piredda – le richieste erano finalizzate a difendere i circa 500 posti di lavoro nella nostra regione così come prevede il codice civile. Oggi, di fatto, Tirrenia-Cin è una nave senza un comandante, perché sul 60% delle quote di proprietà esistono solo ipotesi di acquisizione e ancora nessuna certezza. In questa situazione rischiano di saltare anche gli accordi sindacali presi in precedenza. Mi auguro che non siano i lavoratori e le loro famiglie a fare le spese di questa situazione di totale incertezza, conseguenza diretta di una gara mal formulata da parte del ministero delle Finanze, unico azionista, attraverso Fintecna, dell’ex compagnia di bandiera».