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03
Ago
2017

Un massaggio per la schiena: consigli e indicazioni

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Un massaggio alla schiena può essere distinto in quattro fasi differenti: solo seguendo con cura ognuna di esse si può essere certi di svolgere un compito ottimale. Per prima cosa, è necessario predisporre un luogo adeguato che garantisca la comodità necessaria e, soprattutto, dia vita a un ambiente il più possibile rilassante: la soluzione ideale sarebbe di poter contare su un lettino da massaggio, ma in alternativa ci si può accontentare di un materassino da collocare a terra.

La prima e la seconda fase

In un corso di massaggio, uno dei primi aspetti su cui si concentra l'attenzione riguarda la necessità di riscaldare la crema o l'olio che devono essere utilizzati tra le mani. Dopodiché il prodotto deve essere spalmato sulla schiena: si comincia dalla parte in alto e, applicando dei movimenti delicati e lenti, si scende piano piano verso il basso. I movimenti da effettuare devono essere di tipo rotatorio, ed è indispensabile adoperare i polpastrelli: a mano a mano, tali movimenti devono diventare sempre più intensi, così che il massaggio risulti più energico. Per favorire la decontrazione e il rilassamento, occorre che i movimenti rotatori siano costanti e lenti. Le mani devono essere fatte scivolare sulle spalle e, in seguito, nella parte bassa del corso.

La seconda fase prevede il passaggio a un massaggio con le nocche, indispensabile per fare in modo che i nodi contratti della schiena possano essere sciolti. Il massaggiatore deve chiudere le mani a pugno per poi collocarle sul dorso: tenendo in tensione le braccia, deve essere applicata una pressione tale da far aderire ai muscoli le nocche stesse. In questo caso non si deve partire dall'alto ma dal basso, e in particolare dal punto vita, per poi andare sempre più su, applicando una leggera pressione verso le spalle. Bisogna agire non sulla colonna vertebrale ma sulla muscolatura laterale, ripetendo il movimento non meno di due volte e concentrandosi sui punti più contratti, così da agevolare la distensione del tessuto connettivo.

La terza e la quarta fase

Il massaggio prosegue, a questo punto, con una pressione sulla colonna: i pollici devono essere digitati sulla linea, stesi tra la colonna vertebrale e le scapole. Volendo, si può agire anche con gli avambracci, operando negli spazi intervertebrali così da distendere il trapezio. Il massaggio che parte dalla colonna e si dirige verso l'esterno prende il nome di palper-rouler, e si basa sulla tecnica dello scollamento alla schiena. Volendo, può essere messa in pratica la scanalatura delle vertebre, grazie a cui i muscoli para-vertebrali usufruirscono di una mobilità maggiore. 

Infine, la quarta fase prevede di lavorare in corrispondenza della parte bassa: si appoggiano le mani e le si fa scorrere verso l'alto, facendo attenzione a non premere sulla colonna. Il movimento deve essere ripetuto tre volte; dopodiché la schiena va massaggiata con i polpastrelli, tenendo un ritmo lento. Il tessuto connettivale dei muscoli, a questo punto, è ben riattivato.