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18
Ott
2019

Champions League: un business da capogiro

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Il calcio è lo sport maggiormente seguito in tutto il mondo, con alcune squadre in grado di superare il milione di spettatori TV: la Juventus, ad esempio, vanta la media di 1,8 milioni di telespettatori a partita, un numero che ha dell’impressionante, se si pensa che Milan ed Inter si assestano rispettivamente a 1,5 milioni e a 1,3 milioni (i rossoneri sono però esclusi dalle competizioni Europee). La finale di Champions League 2018/2019 che ha visto di fronte Tottenham e Liverpool, vinta dai Reds, ha avuto più di sette milioni di telespettatori fra free e pay tv ed addirittura, mentre il match Juventus-Ajax valevole per i quarti di finale ha raggiunto gli 8 milioni di persone, con uno share del 30%.

Ricavi e guadagni in Champions: il market pool

I guadagni in Champions League sono ripartiti fra i club in base a particolari parametri e condizioni, fra i quali anche il ranking storico, il bacino di utenza e il ranking pool. La Juventus, ad esempio, ha diritto a ricevere il 40%, quindi 10 milioni (considerando i totali 25) e ne riceverà 15 per la partecipazione e quasi 30 milioni per il ranking storico. Il Napoli avrà un ricavo totale di quasi 40 milioni di euro, utili a rimpinguare le casse del club di De Laurentiis, che a gennaio potrebbe investire per invertire i pronostici e le quote sulla Champions League le quali vedono i partenopei in una posizione difficile in un girone dove il Liverpool (campione uscente) sembrerebbe largamente la più forte. L’Atalanta riceverà ben 24 milioni di euro dalla partecipazione a questa Champions League 2019/2020, un supporto economico importante per una realtà che lavora da anni con i giovani e che sta ottenendo risultati memorabili sotto la guida di Gasperini ed infine l'Inter, che metterà in cassa poco meno del Napoli, portando a casa 35 milioni di euro, fondamentali per raggiungere il pareggio FFP del prossimo anno. 

I guadagni con le TV in Italia

Se circoscriviamo l’analisi solo al campionato italiano, vediamo che i numeri sono altrettanto imponenti: nell’anno passato valevole per la stagione 2018/2019 ci sono stati ben 1,150 miliardi di euro di ricavi, ripartiti in questo modo, seguendo cinque parametri: il 50% ripartito in parti uguale fra tutte le squadre (28 milioni ciascuno), il 20% in base al bacino dei tifosi, il 15% relativo ai risultati sportivi della stagione precedente, il 10% in base agli ultimi 5 anni di risultati tecnici, ed infine il 5% in base alla storia del club. 

Nel mondo di questi guadagni stratosferici, sono comunque i dettagli che fanno la differenza, basti pensare che esiste un “gap” di quasi 3,5 milioni di euro fra il 10° e il 14° posto , un sistema che garantisce senso e competitività anche alle ultime giornate del campionato italiano di serie A, dove, a parte pochi grandi club a dividersi la maggioranza degli introiti, ci sono realtà più piccole che lottano per poter continuare ad investire e a sognare in grande.