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22
Nov
2017

Sampdoria e Genoa, due modelli gestionali che puntano sulla valorizzazione dei talenti

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ferreroEssere una società di Serie A che deve continuamente autofinanziarsi non è un mestiere molto semplice, soprattutto per squadre come Sampdoria e Genoa, compagini di grande tradizione e storia, i cui tifosi si aspettano sempre tanto ogni anno.

L’unico modo per cercare di ovviare ai problemi derivanti dalla poca disponibilità economica rispetto agli altri club in Italia e in Europa è quello di coltivare giovani talenti e di saperli sfruttare. Da questo punto di vista, le due squadre di Genova hanno cercato di far nascere e crescere giovani talenti in squadra e stanno, nell’ultimo periodo, puntando sempre di più su di essi, vista anche la deriva del calciomercato, sempre più caro e assurdo.

Purtroppo, però, in Italia i numeri sono sempre molto bassi per quanto riguarda l’impiego dei giovani. La statistica dice che sono i club di Premier a dare più chance ai cosiddetti wonderkids, mentre in Italia sono pochissime le squadre che danno delle possibilità.

I NUMERI IN ITALIA

Come abbiamo già accennato, purtroppo la situazione per i talenti in precoce età non è ottima nel nostro paese. Nei dati degli ultimi 10 anni, in base alla statistica in cui vengono considerati giovani lanciati e fatti giocare sia nella propria squadra che in altre, ci sono soltanto tre italiane: Fiorentina, Juventus e Napoli. La Viola e la Juventus hanno un buon numero di talenti lanciati, rispettivamente 18 e 17, mentre il Napoli soltanto 9. I partenopei hanno, però, la percentuale migliore per quanto riguarda le presenze con la maglia della squadra che li ha lanciati (79,6%). Il problema, per la società di De Laurentiis, è che la quantità di match in cui i ragazzi sono stati messi in campo è veramente bassa: sono circa 260 partite, mentre le altre società nella graduatoria partono, come minimo, da 700; la Fiorentina, invece, ha buoni numeri sia in termini di percentuale di match giocati con la maglia gigliata (41.7%, in orbita europea) sia di match totali (circa 900). Per quanto riguarda la Juventus, invece, i giovani bianconeri hanno sì avuto le loro chance con circa 700 partecipazioni a gare ufficiali, ma quasi mai con la maglia della Juventus: sono soltanto 60 circa le partite disputate con la società di Corso Galileo Ferraris.

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Per fare un esempio sulla differenza con le altre squadre europee, il Lione ha lanciato la bellezza di 29 giocatori, con 1035 presenze con la maglia dei francesi e 743 con quella di altre squadre; in Inghilterra, l’Arsenal ne ha lanciati 21: 934 presenze a Londra, 339 con altre compagini.

EPPUR QUALCOSA SI MUOVE…

Negli ultimi anni, però, a Genova il mare non è stato piatto. Sampdoria e Genoa, con grande efficacia, si sono tuffate nel mondo dei talenti e ne stanno raccogliendo i frutti. Tra le fila del Grifone, infatti, ci sono Pellegri e Salcedo, rispettivamente classe 2000 e 2001, che stanno facendo lottare società come Juventus, Milan e Inter a prezzi molto alti (si parla di una valutazione di circa 30 milioni a testa). Sono loro i nuovi millennials, dopo Kean, che potrebbero far impazzire il mercato. La Sampdoria, invece, ha cercato di tenere molto alta la linea verde negli ultimi anni e sembra veramente arrivata a un buon punto, grazie all’accoppiata Osti-Ferrero. Non è da dimenticare che proprio al Ferraris, con la maglia blucerchiata, si è imposto in massima serie Mauro Icardi, ora uno dei centravanti migliori al mondo, che sta facendo le fortune dell’Inter. L’anno scorso, invece, è arrivato il momento di Patrick Schick, che poi è stato venduto alla Roma per circa 40 milioni di euro. E quest’anno il nuovo gioiellino firmato Marco Giampaolo si chiama Lucas Torreira, che si sta mettendo in mostra a suon di partite stratosferiche.

Insomma, la materia c’è. Sta agli allenatori e alle società sgrezzare questi potenziali fuoriclasse e portarli a diventare quello che possono assolutamente essere.