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02
Ago
2018

Virtualizzazione del desktop: cos'è e a cosa serve

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La gestione delle workstation client può essere annoverata tra i compiti più impegnativi di ogni installazione Windows: per semplificare tale mansione si può ricorrere alla virtualizzazione dei desktop. Gestire le postazioni di lavoro impone una grande attenzione alla sicurezza fisica e al licensing, mentre il desktop deve essere blindato senza che agli utenti sia impedito di lavorare. La virtualizzazione serve proprio a questo: le diverse attività sono centralizzate in una postazione unica, a prescindere dal tipo di intervento per cui si opta. Si può distinguere, infatti, tra blade desktop fisici, macchine desktop virtuali, desktop condivisi e un solo desktop remoto.

 

Il singolo desktop remoto e i desktop condivisi

Sul mercato sono numerose le soluzioni che offrono la possibilità di gestire i pc da remoto: in questo modo si ha l’opportunità di visualizzare i desktop di server a cui non si può accedere fisicamente. La virtualizzazione basata sui desktop condivisi, invece, fa riferimento a un server che accoglie le applicazioni e gli utenti desktop, con il client che può essere rappresentato da un notebook, da un personal computer classico o da un thin client. Il vantaggio più rilevante che deriva dalla condivisione dei desktop riguarda il fatto che solo il mouse, la tastiera e il monitor sono in rete, mentre la potenza di computing è concentrata sul server. Ciò vuol dire che si può beneficiare di un controllo del desktop centralizzato, che riguarda anche le varie applicazioni. Così, non solo il licensing risulta più semplice, ma anche la risoluzione degli eventuali problemi viene facilitata, dal momento che le diverse applicazioni non sono sparse ma si trovano tutte sul server.

Quando scegliere la condivisione dei desktop

Come possono suggerire gli esperti di Arka-service.it, la condivisione dei desktop viene sfruttata di frequente quando vari utenti hanno la necessità di gestire applicazioni di business differenti. Ciascuna applicazione si caratterizza per un ambiente utente specifico, con policy di gruppo e icone distinte. Implementando un terminal service, i desktop condivisi fanno sì che si possa usufruire del desktop di cui si ha bisogno accedendo al terminal server adatto.

Il desktop di una macchina virtuale

Nel novero delle soluzioni che possono essere scelte per la virtualizzazione del desktop c’è anche il desktop di una macchina virtuale, che per molti punti di vista può essere considerato l’opposto del desktop condiviso. Desktop diversi possono essere ospitati da un solo client, che si tratti di un computer portatile o di un pc, anche se i sistemi operativi che vengono usati sono differenti. La tecnologia di virtualizzazione, per altro, fa in modo che se anche una delle macchine virtuali dovesse andare in crash le altre non rischierebbero di bloccarsi né avrebbero problemi di prestazioni. Ciò è possibile perché le macchine non sono altro che file all’interno del file system, da trasferire in un host diverso se ciò dovesse rendersi necessario.

I pc blade desktop fisici

Infine, l’ultima opportunità che si può valutare per la virtualizzazione è la tecnologia dei pc blade desktop fisici, in virtù della quale ciascun utente può disporre di un personal computer proprio, mentre l’hardware fisico consiste in un pc blade che si trova nel data center in un vano blade. In uno scenario di questo tipo, le risorse non sono condivise con altri utenti, anche se un eventuale problema del server rischia di condizionare i terminal server da cui i desktop condivisi sono ospitati. Anche per questo motivo, i blade presuppongono una manutenzione superiore alla media. In qualsiasi caso, anche questo approccio merita di essere studiato per i benefici che può essere in grado di assicurare.