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07
Nov
2011

Commemorazione crollo del Galata

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altGenova.Domani, 8 novembre 2011, ricorre l’ottavo anniversario dal tragico crollo dell’ala Est del Galata Museo del Mare allora in costruzione. Nella tragedia avvenuta alle 8 e 30 di un freddo e piovoso mattino di sabato, furono coinvolti diversi operai e si contarono cinque feriti, perse la vita l

'operaio albanese Albert Kolgjegja, che venne recuperato dai Vigili del Fuoco soltanto nella notte seguente. Il Galata Museo del Mare, l'Istituzione Mu.MA - Musei del Mare e della Navigazione, Costa Edutainment e il personale che ne fanno parte, non ha dimenticano questa giornata di lutto che ha pesantemente segnato il nostro lavoro e malgrado gli anni passati da allora, resta fortissimo il rammarico e la tristezza di quella giornata drammatica. Per questo motivo, domani alle 12.00, la  e il personale del Museo depositerà un mazzo di fiori sotto la targa che ricorda la scomparsa di Albert Kolgjegja e rievocherà, con un minuto di silenzio la tragedia dell'8 novembre 2003 e il drammatico problema degli incidenti sul lavoro, particolarmente nell'edilizia e che tante volte, oltre agli italiani, semina vittime tra gli immigrati in cerca di lavoro e di integrazione.

L'Istituzione Mu.MA e il Galata Museo del Mare, in questa anniversario della morte, intende rinnovare il suo cordoglio alla famiglia dello scomparso e ribadire come questa tragica storia abbia segnato il proprio carattere di museo aperto alla città e al contributo di tutti. In questo senso, l’Istituzione ritiene che l’accordo raggiunto con Regione Liguria e Compagnia di San Paolo per la realizzazione della nuova sezione “Memorie e Migrazioni”, la cui apertura al pubblico avverrà il prossimo 18 novembre – inaugurazione il 17 - sarà occasione di memoria e conoscenza sia per gli emigrati di ieri, sia per gli immigrati di oggi. “Il Galata non dimentica il significato della morte di Albert Kolgjegja, commenta la Presidente Maria Paola Profumo. Come Istituzione crediamo che il modo migliore per farlo sia quello di contribuire a diffondere nel nostro pubblico, non solo il ricordo della tragedia ma anche la consapevolezza che il nostro Paese è fatto anche dal lavoro degli immigrati”.