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15
Set
2015

Il magico Battistero di Firenze

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La magia della città di Firenze è racchiusa nello splendore e nella grandezza del Battistero di San Giovanni, uno dei monumenti di maggior prestigio del capoluogo toscano: collocato esattamente di fronte al Duomo, cioè alla Cattedrale di Santa Maria del Fiore (in piazza Duomo, appunto), è tra gli edifici più conosciuti e più ammirati di tutta la regione. Una costruzione la cui storia non è molto chiara, perlomeno per quel che riguarda le origini: si ipotizza, infatti, che il Battistero sia stato edificato intorno al IV o al V secolo dopo Cristo sulle rovine di un tempio romano dedicato ad Ares. La prima testimonianza diretta è una citazione del 897 che lo identifica come basilica, mentre è solo nel 1128 che questo edificio diventa il battistero - cioè il luogo in cui viene concesso il battesimo - ufficiale di Firenze.

Chi vuole visitarlo con il supporto di una guida turistica, può consultare il sito www.guideintoscana.it per scegliere quella più adatta alle sue esigenze. Vale la pena di sapere, ad ogni modo, che il battistero è contraddistinto da una pianta di forma ottagonale, sormontata da una cupola che, a sua volta, è composta da otto spicchi, anche se il rivestimento esterno è quello di un tetto a piramide. Intitolato al santo patrono di Firenze - San Giovanni, appunto -, l'edificio presenta degli esterni molto caratteristici in virtù delle decorazioni realizzate con marmi verdi di Prato e marmi bianchi di Carrara, tipici dell'architettura romanica fiorentina.

Tre grandi porte si aprono su tre lati dell'edificio: la Porta Sud, collocata in direzione di via dei Calzaiuoli, è la più antica, e fu realizzata nella prima metà del XIV secolo da Andrea Pisano; propone ben ventotto formelle che raccontano vicende dell'esistenza di Giovanni Battista. La Porta Est, nota anche come Porta del Paradiso, è quella che si trova di fronte al Duomo: è stata portata a termine tra il 1424 e il 1452 dal Ghiberti, e presenta varie scene tratte dall'Antico Testamento.

Infine c'è la Porta Nord, a sua volta realizzata dal Ghiberti nei primi venticinque anni del Quattrocento: essa riporta le rappresentazioni della vita e della passione di Cristo tratte dal Nuovo Testamento. La sua costruzione fu finanziata nei primi anni del XV secolo dall'arte di Calimala, cioè la corporazione che raggruppava i commercianti di tessuti della lana, tramite un concorso pubblico a cui avevano preso parte vari artisti, compreso il Brunelleschi, ognuno dei quali era tenuto a proporre una formella che rappresentasse il sacrificio di Isacco. A vincere fu, appunto, Lorenzo Ghiberti, mentre Brunelleschi propose un'opera decisamente più drammatica e intensa: la sua formella, pur essendo molto innovativa dal punto di vista stilistico, non venne apprezzata per la sua pesantezza, in quanto la giuria preferì restare ancorata all'arte rassicurante ed elegante del Ghiberti.