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01
Apr
2007

SANREMO ILLUSTRI PERSONAGGI PER LA STAGIONE PRIMAVERILE DEI MARTEDIí LETTERARI

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Le guerre di religione secondo Nuccio Ordine, “La sposa di Assuan “ di Rula Jebreal,la figura di Giovanni Paolo II raccontata dalle esperienze personali di S.E. Mons Alberto Maria Careggio; l’omaggio alla Resistenza attraverso la figura di Felice Cascione, “La famiglia nel terzo millennio” raccontata da S.E. Josef Romer, “La Cina tra modernità e tradizione” di Renata Pisu, “L’India tra passato e presente” La passione e la tragedia degli ebrei russi” con Riccardo Calimani , “Le tombe reali di Tebe” raccontate da Zahi Hawass e  Sandro Vannini, e “Nassiriya operazione di pace in teatro di guerra” con Giovanni Pettinato, Silvia Chiodi e Mauro Mazzei sono i dieci eventi di respiro internazionale, che costellano la stagione primaverile dei Martedì letterari, curati da Ito Ruscigni.

“Ancora una volta i nostri Martedì letterari, giunti alla venticinquesima edizione”- sottolinea il Vicepresidente di Casinò spa,  Gianni Donetti- “ ci proiettano  al centro del dibattito letterario internazionale, affrontando argomenti di grande attualità, stimolando il confronto e all’approfondimento direttamente con  grandi personalità della Cultura Contemporanea.. E’ per il nostro Casinò motivo di orgoglio, onorare  il nostro illustre passato con la certezza che la nostra immagine non sarà mai disgiunta dall’impegno culturale, tanto apprezzato dal pubblico e dagli stessi artisti..”
 

La stagione primaverile dei Martedì letterari si apre il 3 aprile con la presentazione del libro di Nuccio Ordine “Contro il Vangelo Armato. Giordano Bruno, Ronsard e la religione”. L’incontro che verrà presentato da Giulio Giorello e da Ito Ruscigni, avrà luogo nel Teatro dell’Opera del Casinò alle ore 16.30.
 

Agli inizi degli anni Ottanta del Cinquecento, nell'ambasciata francese a Londra, Giordano Bruno e Michel de Castelnau condannano i fanatismi religiosi: il primo da filosofo, il secondo da diplomatico. Ma nello Spaccio dell'uno e nei Mémoires dell'altro riemergono temi che vent'anni prima erano stati utilizzati dal poeta Ronsard contro "papisti" e ugonotti nei versi dei Discours des Misères de ce temps. In un appassionante analisi del dialogo bruniano, corredata di un ricco dossier iconografico, Ordine colloca queste opere nel contesto storico, letterario, filosofico della corte dei Valois, e mette a fuoco i rischi di qualsiasi fanatismo religioso. Miti classici ed emblemi rinascimentali prendono nuova vita in un progetto radicale di riforma a un tempo cosmologica, morale ed estetica. E se i testi di Ronsard illuminano l'opera di Bruno, il dialogo del filosofo invita a una rilettura del poeta fondatore della Pléiade.

Nuccio Ordine (Diamante, 1958) è professore ordinario di Letteratura italiana nell’Università della Calabria. Fellow dell’Harvard University Center for Italian Renaissance Studies e della Alexander von Humboldt Stiftung, è stato invitato in qualità di Visiting Professor in diversi istituti di ricerca e università negli Stati Uniti (Yale, NYU) e in Europa (EHESS, Paris-IV Sorbonne, Paris-III Sorbonne-Nouvelle, CESR di Tours, Institut Universitaire de France, Paris-VIII, Warburg Institute, Università di Eichstätt). Esperto di Giordano Bruno e del Rinascimento i suoi libri sono stati tradotti in varie lingue, tra cui cinese e giapponese.

In Francia, in collaborazione con Yves Hersant, dirige tre collane di classici presso Les Belles Lettres («Les Œuvres complètes de Giordano Bruno», «Le corps éloquent» e «Bibliothèque italienne») e, con Alain Segonds, la collana «Theatrum sapientiae» (Les Belles Lettres – Nino Aragno Editore). In Italia, dirige le collane «Sileni» (Liguori), «Classici del pensiero europeo» (Nino Aragno Editore) e «Classici della letteratura europea» (Utet).  

Collabora alle pagine culturali del “Corriere della Sera”.
 
 

ENZO MARZO

Giordano Bruno, eretico più forte di ogni rogo

La sua lezione: tolleranza, gratuità della conoscenza e critica dei fondamentalismi  

Presentata a Londra l'edizione critica delle opere del pensatore condannato a morte. Ne parla Nuccio Ordine, suo grande studioso

L'evento è di rilievo. Dopo l'edizione francese Belles Lettres, finalmente anche l'Italia ha l'edizione critica delle Opere italiane di Giordano Bruno, curata da Giovanni Aquilecchia per l'Utet. Filosofo molto amato o molto odiato, Bruno è purtroppo poco letto. Eppure le sue pagine appaiono geniali anche ai profani. Si tratta ora di farlo uscire dagli stereotipi e apprezzarlo per quello che è: un pensatore grandissimo che ha discusso con anticipo tanti temi della modernità. Ne parliamo con Nuccio Ordine, che di Giordano Bruno è studioso di fama internazionale (il suo libro, La cabala dell'asino , è stato già tradotto in cinque lingue), prefatore e coordinatore di questa edizione Utet. Perché Bruno, oggi?  

"Basta rileggere alcune sue pagine per capirlo. In un'epoca in cui le scuole e le università vengono trasformate in aziende e il sapere diventa uno strumento per adeguarsi alle logiche del mercato, le riflessioni di Bruno suonano come un monito: rivendicano la gratuità della conoscenza. Non si studia per accumulare ricchezze o potere. Si studia per capire se stessi e il mondo. Per imparare a pensare criticamente. Ma la conoscenza, al contrario di quanto oggi vogliono far credere certe pedagogie edonistiche, non è un dono, ma frutto di una faticosissima conquista".  

È difficile trovare qualcuno che lo dica ai giovani d'oggi.  

"Sempre più difficile, in un mondo dove tutto deve essere facile e veloce. Tutta l'esistenza, per Bruno, si concretizza invece in un'inesauribile ricerca del sapere. Solo gli dei, che sanno tutto, e gli ignoranti, che presumono di sapere tutto, non cercano".  

A questa riflessione si lega anche un altro tema ancora oggi percepito come eversivo: il rifiuto di un punto di vista assoluto .  

"Assolutismi e fondamentalismi sono i mali del presente. La cosmologia infinitistica di Bruno insiste sulla relatività dei punti di vista, distruggendo ogni gerarchia. Una pulce e un pianeta hanno lo stesso peso. Così come tutti gli esseri viventi hanno uguale dignità. Questioni ignorate dai fautori degli scontri religiosi e delle guerre mascherate da missioni di pace".  

Senza pluralismo non c'è comprensione dell'Altro.  

"La tolleranza è uno dei concetti cardine della filosofia di Bruno. Tollerare significa percepire i limiti del proprio punto di vista e concepire il pluralismo non come ostacolo ma come ricchezza. Per Bruno esistono le religioni, le filosofie, le lingue. Il rigurgito di nazionalismi e di razzismi si pone come una gravissima minaccia per l'Europa e per l'umanità".  

Ciò accade soprattutto quando è viva la scissione tra sapere e vita, pensiero e prassi...  

"Per Bruno, la vita non può essere separata dalla filosofia. Così come il pensiero non può essere separato da una serie di comportamenti che devono essere in sintonia con esso anche nei gesti più umili. Bruno scrive le sue opere ma nello stesso tempo le sue opere scrivono la sua vita. Non a caso l'ultima pagina della sua filosofia coincide con il rogo di Campo de' fiori".  
 

Martedì 10 aprile nel Teatro dell’Opera alle 16.30  Rula Jebreal presenta il libro “La sposa di Assuan”.

Per sfuggire alle persecuzioni che colpiscono i cristiani copti in Egitto ai primi del Novecento, una ragazza di Assuan è costretta dal padre a sposare un musulmano. Inizia così il lungo viaggio avventuroso che la porterà dall'Egitto meridionale fino ad Haifa, in Palestina, per conoscere il suo promesso sposo. Sullo sfondo di una regione del mondo dilaniata dai conflitti, la protagonista fa i conti con la disperazione di un popolo privato non solo della terra ma anche della sua identità. E, giorno dopo giorno, impara a resistere alla violenza costruendo intorno a sé una fitta rete di legami solidali.

Rula Jebreal, araba palestinese con passaporto israeliano, è stata giornalista di La7, dove conduce il telegiornale e il programma di approfondimento Pianeta 7. Collabora dal 2006 con Rai 2 alla trasmissione “Anno Zero”.

Il nome di Rula Jebreal vuole dire molte cose. La prima giornalismo, è lei la brava, e come no dire bella, presentatrice del dibattito televisivo del mattino per Ominbus su La7. La seconda, la questione palestinese, lei, palestinese con il passaporto israeliano, ha scritto molto sulla questione della sua terra. La terza mette assieme la sua dedizione al raccontare con la sua terra facendo uscire il secondo romanzo della sua carriera, “La sposa di Assuan” (Rizzoli).

Con questo romanzo l’autrice torna agli anni ‘20, parlando della famiglia del commerciante Mazen Qupti di Assuan, che vive in prima persona il dramma dei cristiani copti in Egitto, malvisti, offesi e perseguitati perchè sospettati dalla maggioranza musulmana di collaborazionismo con il protettorato inglese. Da un limbo difficilmente sostenibile la situazione precipita con l’assassinio del primo ministro copto e Mazen, per sfuggire ai sospetti, decide di avvicinarsi alla religione mussulmana promettendo la figlia Salua ad un giovane mussulmano della Palestina vendendo come unica via di salvezza l’espatrio.

È con il cuore pieno di speranze che Salua si imbarca sulla Amal, la nave che la deve traghettare verso una nuova vita nella Palestina tollerante e multireligiosa. Non arriverà mai a Nazareth, le sue speranze si infrangono obbligando tutti quanti ad una nuova fuga a Gerusalemme che non sarà ancora la meta finale.  

La terza città del suo destino è Haifa (città natale della stessa autrice), una città che pare a tutti gli effetti essere sicura in cui trovare la felicità, nella grande casa rosa sul Monte Carmelo.  

Dopo un periodo di relativa quiete si arriva al 1948 in cui scoppia il primo di una serie di conflitti arabo-israeliani che vedono schierati Egitto, Giordania, Arabia Saudita, Iraq e Unione Sovietica contro Israele e USA. L’obiettivo arabo è quello di spazzare via Israele e riconquistare la Palestina. Salua, ormai donna e madre, viene travolta da una nuova catastrofe che le poterà via sua madre e suo figlio.

Con questo romanzo Rula ripercorre l’ultimo secolo di storia nei territori del medio oriente che non hanno ancora visto una pace duratura, tramite gli occhi di chi il dramma lo sta vivendo in prima persona, confezionando una vicenda d’amore, odio e guerra ma anche biografica. Salua è bella e coraggiosa, è un’eroina involontaria il cui viso potrebbe essere quello di tutte le donne in guerra, impegnate oltremodo a preservare e proteggere il piccolo universo d’affetti che hanno attorno, obbligate a ricostruire vite distrutte da un odio di altri, destinate a smarrire affetti e certezze. È una storia che vuole emozionare e che forse ha emozionato molto anche la sua autrice, in cui si dipingono tradizioni ed orrori di una terra dilaniata da odi e conflitti visti dalla parte di chi è esposto in prima persona.


Il 17 aprile sempre nel Teatro dell’Opera sarà al centro del dibattito la figura di Karl Wojtyla nel libro curato da S.E. Mons. Alberto Maria Careggio, vescovo di Ventimiglia-Sanremo dal titolo:” Giovanni Paolo II. L’uomo dalle alte vette”. Introduce l’autore Luigi Accattoli.
 

«Scopo di questa pubblicazione è tributare un intenso e spontaneo omaggio al grande Papa riconosciuto, all’indomani stesso della morte, come la più alta personalità spirituale del mondo, un profeta del divino, l’uomo del dialogo, un appassionato tessitore di pace». Così si legge nella prefazione al volume «Giovanni Paolo II. L’uomo delle alte vette» di Alberto Maria Careggio, vescovo di Ventimiglia-San Remo. «Le vette richiamate nel titolo – precisa lo stesso Careggio – sono, da una parte, le cime dei monti che Wojtyla ha percorso nella sua vita, dall’altra, e con maggiore importanza, le vette del pensiero, della santità, del dialogo e della comunione che il Santo Padre ha mostrato agli uomini».  

Hanno scritto e commentato il volume edito dalla Fondazione Carige.

«Perché per milioni di persone, dentro e fuori la famiglia cristiana, è ancora così viva la figura di Giovanni Paolo II?» – si è domandato Navarro Valls- «Perché – la risposta – contrariamente alla mentalità corrente che vorrebbe soggettivizzare la religione, Giovanni Paolo II si è speso per rinnovare in tutti gli uomini il senso religioso e l’importanza dei valori etici. I suoi numerosi viaggi per portare a tutti gli uomini la parola di Dio e la sua volontà di non nascondere la sofferenza sono la sua testimonianza più bella».

«Vorrei sottolineare in particolare due aspetti di Giovanni Paolo II – ha affermato l’arcivescovo Angelo Bagnasco –: l’anima mistica, di un misticismo contagioso che emanava dalle sue parole, dallo sguardo e dai gesti e la concezione eroica della fede che è emersa in modo eloquente e commovente negli anni della malattia». Il volume contiene contributi dei cardinali Stanislaw Dziwisz e Tarcisio Bertone, del vescovo Alberto Maria Careggio e di Andrea Riccardi, Alberto Michelini, Luigi Accattoli, Giovanni Reale, Elena Bono, Liliana Cosi, Giuseppe De Carli, Mario Agnes ed Elio Toaff.
 

S.E. Mons. Alberto Maria Careggio

S.E. Mons Careggio, nasce il 7 novembre 1937 a Tonengo di Mazzé (Torino) da genitori, emigrati canavesani, stabilitisi ad Aosta nel 1932. Dal 1952 al 1956 lavora come operaio specializzato allo stabilimento siderurgico «Cogne». Entra nel mondo della carta stampata a partire dagli anni della sua adolescenza come collaboratore del settimanale “Il Corriere della Valle d’Aosta. Ordinato sacerdote nel 1996, è nominato ben presto Consigliere ecclesiastico dell’A.I.A.R.T. (Associazione Italiana Ascoltatori Radio Televisione), quindi Membro della Commissione diocesana delle Comunicazioni Sociali e responsabile dell’Ufficio Stampa della Curia Vescovile di Aosta. Nel 1982 è inserito nell’Albo dei Giornalisti e assume la carica di Direttore responsabile del “Corriere della Valle d’Aosta”. Per anni collabora come esperto esterno con la Sede regionale Rai e per la stessa produce un programma televisivo di carattere storico-documentario.

Alla intensa attività giornalistica, unisce quella della ricerca storiografica. Nel 1980 pubblica la biografia di un nota e dibattuta personalità del Clero valdostano dell’immediato dopo guerra, il canonico “Don Alfonso Commod”; nel 1985 edita il grande dizionario «Le clergé Valdôtain de 1900 à 1984». Seguono studi agiografici e ricerche sulla religiosità popolare. Ricordiamo: «Santi della Valle D'Aosta» (1987), il grande volume fotografico «Souvenir de la Vallée D'Aoste» (Ed. VerluccA, 1988), l’apparato critico dell’edizione fac-simile del «Grande Messale festivo di Giorgio di Challant» del XV sec.:, il volume «La religiosità popolare in Valle d'Aosta» (1995). Eletto Presidente della prestigiosa Accademia di Sant’Anselmo, ricopre tale fino all’8 Novembre 2003.

Dal 1989 il nostro Vescovo è stato il grande organizzatore delle vacanze estive in Valle d'Aosta di Giovanni Paolo II e sua accompagnatore.

Il 5 agosto 1995 il Santo Padre gli affida la Diocesi di Chiavari che guida sino al 20 marzo 2004 data in cui è nominato vescovo di Ventimiglia-Sanremo. L’ingresso solenne nella nuova Diocesi e l’inizio del ministero episcopale,  lo ricordiamo tutti, avviene  il 9 Maggio 2004 alla presenza di S.E. Rev.ma il Card. Tarcisio Bertone.
 

Luigi Accattoli è nato a Recanati (lo stesso paese marchigiano di Leopardi) nel 1943. E' stato prima giornalista a La Repubblica, poi, dal 1981, al Corriere della Sera: collabora con la rivista Il Regno. E' sposato e padre di cinque figli, e vive a Roma. Da sempre attento conoscitore delle “questioni ecclesiali”, la sua ricerca si muove nella direzione di una fede dialogante con le grandi questioni dell’oggi. Voluminosa la sua produzione saggistica. Ricordiamo una biografia di Giovanni Paolo II, pubblicata in occasione del ventennale di Pontificato: Karol Wojtyla. L’uomo di fine millennio (San Paolo, 1998). Inoltre Cerco fatti di Vangelo. Inchiesta di fine millennio sui cristiani d’Italia (SEI, 1995); Io non mi vergogno del Vangelo (EDB, 1999).


Il 24 aprile in collaborazione con l’Istituto Storico della Resistenza e dell’età Contemporanea Giovanni Bogliolo, rettore dell’ateneo di Urbino presenta il libro “Felice Cascione e la sua canzone immortale” scritto da Francesco Biga. Partecipano Gianni Giuliano, presente della provincia di Imperia e dell’assemblea dell’Istituto Storico della Resistenza e l’On.le Manfredo Manfredi presidente dell’Istituto. Il pubblico potrà anche ammirare una mostra di cimeli.

Sabato 28 aprile alle 9,30 nel teatro dell’Opera del Casinò in collaborazione con “The international Association of Lions Clubs, distretto 108 I A 3  verrà presentato il convegno “La famiglia nel terzo Millennio. Relatori S.E. Mons Josef Romer segretario del Pontificio Consiglio per la famiglia, il prof. Paolo Crepet, psichiatra e Scrittore, l’Avv. Cesare Rimini, scrittore, l’ing. Antonio Galliano Direttore dell’Osservatorio sui diritti dei Minori. Presenziano S.E. Mons. Alberto Maria Careggio, vescovo di Ventimiglia-Sanremo, il Governatore Lions. Fedele Andrea Palmero, la coordinatrice distrettuale Maria Grazia Tacchi. Moderatore Ito Ruscigni.

Il mese di maggio si apre con due “viaggi”: l’8 maggio Renata Pisu condurrà il pubblico dei Martedì letterari in “Cina. Il Drago Rampante tra modernità e tradizione, un paese alla ricerca di una nuova identità”; il 15 maggio in collaborazione con l’Assefa conferenza su “India, il passato e il futuro di una grande nazione”.

Il 22 maggio Riccardo Caimani presenta il libro “ Passione e tragedia. La storia degli ebrei russi”.

La storia degli ebrei russi è stata, rispetto a quella delle altre comunità ebraiche presenti in Europa, la più ricca di sfumature, suggestioni e contraddizioni, in quanto caratterizzata da intense fiammate di partecipazione rivoluzionaria alla vita politica e culturale dalla quale abitualmente erano esclusi. Confinati nei villaggi della cosiddetta "zona di residenza", una sorta di enorme ghetto a cielo aperto che si estendeva dall'Ucraina alla Lituania, gli ebrei vissero per secoli in condizione di isolamento, con una propria lingua e una propria fede, fino a raggiungere, all'inizio del XX secolo, la considerevole cifra di 5 milioni di individui. Di fronte al diffondersi dell'antisemitismo, fomentato dal regime zarista, e la tolleranza nei confronti di pogrom sempre più cruenti, gli ebrei non solo andarono a ingrossare le file dei maggiori gruppi politici d'opposizione, ma fondarono un proprio partito, il Bund, che per primo in Russia difese energicamente gli interessi e i diritti di larghe masse di diseredati. Poi si avverò la previsione di un cinico ministro zarista: un terzo degli ebrei russi emigrò in America, un terzo morì sui campi di battaglia della Grande Guerra e un terzo finì per assimilarsi, gettandosi nelle fauci del leone sovietico. Il libro ripercorre le tappe fondamentali dell'ancora poco noto itinerario degli ebrei in Russia e nell'Unione Sovietica, e rivisita il dibattito sulla "questione ebraica" in seno al marxismo, da Marx ed Engels a Kautsky e Lenin.

Il 29 maggio Zahi Hawass e Sandro  Vannini illustreranno l’opera “Le tombe reali di Tebe”. Verrà proiettato un interessante documentario.

Un'opera realizzata dall'impegno congiunto di un archeologo e di un fotografo. Questo libro permette di comprendere meglio i segreti delle tombe della Valle dei Re e di seguire i faraoni nel loro viaggio verso l'immortalità.

La stagione primaverile si chiude il 5 giugno con un evento. In collaborazione con l’Accademia dei Lincei si svolgerà la Conferenza dal tema:” Nassiriya, operazioni di pace in teatro di guerra.  Nuove scoperte archeologiche nell’Iraq meridionale. Giovanni Pettinato, Silvia Chiodi e Mauro Mazzei presentano il libro:” La pietra nera di Nassiyra”. Omaggio al Maresciallo Franco Lattanzio caduto a Nassiriya.