L'indimenticabile figura di Mauro Manciotti sarà ricordata lunedì dal mondo del giornalismo e dello spettacolo genovese: l'appuntamento è alle ore 17, al Teatro Duse (ingresso libero). Manciotti per quarant’anni è stato critico teatrale e cinematografico del «Il Secolo XIX» e a partire dalla metà degli anni Novanta autorevole firma di «La Repubblica-Lavoro» per gli avvenimenti più significativi della scena ligure.Dell’opera di Mauro Manciotti e dei suoi molteplici interessi culturali parleranno dal palcoscenico del Duse amici e colleghi, a cominciare da Piero Ottone, che fu suo direttore a «Il Secolo XIX», e da Franco Manzitti, che lo chiamò a scrivere di teatro su «La Repubblica-Lavoro». Inoltre, Paolo Lingua ricorderà Manciotti uomo di cultura, Eugenio Buonaccorsi e Piero Pruzzo tracceranno un profilo del suo contributo alla critica teatrale e cinematografica, mentre Giorgio Lombardi evocherà la sua passione per la musica jazz e Silvana Zanovello parlerà di Manciotti giornalista.
Nel corso dell’incontro saranno proiettati alcuni video con interventi dello stesso Manciotti e il Gruppo di bel canto popolare “Gli Arecheugeiti” si esibirà in alcuni trallallero.
Nato a Pisa il 21 giugno 1928, Mauro Manciotti ha accompagnato con la sua presenza e con i suoi puntuali giudizi critici sessant’anni di storia della cultura genovese, e non solo. Dalle prime giovanili esperienze intorno al “Barco” e al Teatro Sperimentale “Luigi Pirandello” (sul cui palcoscenico si cimentò anche come attore) al circolo culturale creatosi intorno alla genovese cattedra universitaria di Walter Binni, dalla lunga militanza sulle pagine del “Secolo XIX” – dove si imparò a conoscerlo come critico teatrale e cinematografico, ma anche come acuto corsivista di costume o di politica e divertito cronista del festival di Sanremo, dei concerti jazz o di Frank Sinatra, delle acquatiche partite della Pro-Recco o degli incontri sul ring di Cassius Clay – agli ultimi anni in cui continuò a scrivere di teatro sul “La Repubblica – Lavoro”.
Con la sua costante presenza culturale sulle pagine dei maggiori quotidiani genovesi, Manciotti ha seguito da acuto e colto cronista soprattutto la storia del teatro genovese, del quale ha assistito alla distruzione sotto i bombardamenti di guerra e partecipato poi ai fermenti culturali della loro ricostruzione, vedendo nascere il Teatro Stabile, del quale per alcuni anni è stato anche un prezioso collaboratore culturale, ma anche la Borsa d’Arlecchino, la Tosse e l’Archivolto. Di tutti i teatri genovesi, ha sempre accompagnato l’attività come spettatore attento e cronista (amava più questo appellativo di quello di critico) rispettosamente pungente.
Mauro Manciotti è morto improvvisamente la sera del 21 dicembre scorso. Aveva 78 anni e sino a quel giorno non aveva mai cessato di lavorare.
paolo fizzarotti
