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06
Mag
2006

LUSSANA CONTESTA NIRI RISPONDE

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Dall'editoriale di Massimiliano Lussana su "Il Giornale", dopo la sua esperienza a Telecitt‡:"...dietro le quinte degli studi ho visto scene che non avrei mai voluto vedere...Ma vedere politici e colleghi festeggiare un exit poll come se avessero espugnato Fort Alamo Ë qualcosa che mi ha colpito profondamente. CosÏ come mi ha colpito sentire dalla voce di un collega che Ë anche un amico personale e che stimo sul serio come Raffaele Niri del "Lavoro-La Repubblica",che secondo lui Ë normale andare a contestare un comizio di un avversario.Che Ë tormale urlare contro il premier. Ecco,io non penso che sia normale.Non sono andato a fischiare Prodi e Fassino,nË mai lo farÚ. CosÏ come non lo fanno i moderati": D'accordo. Ma ciascuno recita la sua parte. Il maestro Raffaele Niri si Ë formato nell'estrema sinistra milita in un giornale che da sempre assomiglia agli organi di partito. Telecitt‡ Ë la tivu delle Coop rosse (e prima ancora del Pci). In una televisione di parte (se non di partito) i canti di goia e le tesi no-global (accettate nella coalizione dell'Ulivo) possono anche essere giustificate. O no? LA RISPOSTA DI RAFFAELE NIRI Caro direttore, ho visto, sul tuo sito, la ripresa della polemica con Lussana del "Giornale". Vorrei sintetizzarla in poche righe: a Telecitt‡, il giorno delle elezioni, il responsabile genovese del "Giornale" ha sostenuto che "la campagna elettorale Ë stata falsata, a Genova, dalle durissime contestazioni al presidente del Consiglio". Ho risposto che "in tutto il mondo i governanti vengono normalmente fischiati. Il dato anomalo, tutto italiano, Ë che il presidente del Consiglio denunci chi lo contesta e dia del coglione a chi non lo vota". Lussana ha voluto trovare una morale in questo quasi scontato scambio di battute. E' vero, lo confesso, un paio di vite fa militavo in un gruppo extraparlamentare. Ma, come dire?, anche allora cercavo di ragionare con la mia testa. Per dire: non ho dubbi che prima o poi qualcuno fischier‡ Prodi, ma se sarÚ presente non parlerÚ certo di "attentato alla Costituzione".