Debutta mercoledÏ 15 febbraio (ore 20.30) sul palcoscenico del Teatro della Corte - Ivo Chiesa La trilogia della villeggiatura, che nell'adattamento del regista Luca De Fusco raccoglie in un unico spettacolo i tre celebri testi di Carlo Goldoni, rappresentati per la prima volta nel 1761, i quali nel loro insieme concorrono a formare una tragicomica epopea dellíevasione estiva, abitata da personaggi memorabili e attraversata da situazioni di grande forza teatrale. Dapprima (Le smanie della villeggiatura), c'Ë la gioia dei preparativi per la partenza, pur con le sue quotidiane tribolazioni sentimentali ed economiche; poi (Le avventure della villeggiatura), viene líeccitazione del cambiamento di vita, con líintrecciarsi dei nuovi amori, che lentamente si stempera nella routine; infine (Il ritorno dalla villeggiatura), subentrano la malinconia e la tristezza della fine dei sogni e del ritorno alla realt‡ quotidiana, con líinevitabile necessit‡ di adeguarsi alla vita di tutti i giorni e alle regole sociali, suggellato per i protagonisti da un doppio matrimonio di convenienza.
Coprodotto dai Teatri Stabili del Veneto e di Catania, La trilogia della villeggiatura Ë interpretato nei ruoli principali da Lello Arena, Gaia Aprea e Max Malatesta, accanto ai quali hanno modo di mettersi bene in evidenza (sovente con pi? parti) anche Giovanni CalÚ, Cosimo Coltraro, Piergiorgio Fasolo, David Gallarello, Nunzia Greco, Francesco Guzzo, Giovanna Mangi?, Loredana Marino, Enzo Turrin ed Elisabetta Valgoi. Le scene sono firmate da Antonio Fiorentino, i costumi da Giuseppe Crisolini Malatesta, le musiche da Antonio di Pofi e le luci da Emidio Benezzi.
La trilogia della villeggiatura Ë in scena al Teatro della Corte sino a domenica 26 febbraio.
Accolto con molti applausi del pubblico e grande interesse della critica, lo spettacolo messo in scena da Luca de Fusco universalizza il discorso di Carlo Goldoni e sceglie di ambientare la prima parte in un tempo che allude ancora allíepoca in cui la commedia fu scritta, la seconda negli spensierati anni Sessanta di ìSapore di mareî e la terza sul neutro sfondo di uno spazio in nero. ´So bene ñ annota il regista ñ che con questa scelta rischio di scandalizzare la rispettabile posizione di chi Ë affezionato a un Goldoni classico e che si domander‡ ëche bisogno cíera di stravolgere un capolavoro?í. A questa domanda ho due osservazioni in risposta. La prima Ë che noi non stravolgiamo la Trilogia ma anzi crediamo di rispettarla profondamente; il nostro slittamento temporale permette, secondo noi, al testo di parlare pi? direttamente alle nostre coscienze, di presentare un Goldoni contemporaneo. La nostra ambientazione non Ë díaltra parte frutto di un capriccio o della voglia di scandalizzare. La borghesia ritratta da Goldoni in una delle sue ultime fatiche veneziane Ë infatti una classe assai ricca, ma che ha assunto molti dei difetti dellíaristocrazia e si avvia verso passaggi molto pi? oscuri. Esattamente come la borghesia italiana della met‡ degli anni Sessanta che, orgogliosa di sÈ e del boom appena prodotto, non Ë consapevole di avere davanti gli anni di piomboª.
GiovedÏ 16 febbraio - ore 17.30 - nel foyer del Teatro della Corte, si svolger‡ un incontro con Lello Arena, promosso da Coop Liguria partner per le rappresentazioni genovesi di La trilogia della villeggiatura. L'ingresso Ë libero.