Ferdinando Bruni (Amleto), Ida Marinelli (Gertrude) e il regista Elio De Capitani (Re Claudio) sono i protagonisti dell'Amleto di William Shakespeare nel nuovo allestimento di Teatridithalia che debutta martedÏ 24 gennaio (ore 20.30) sul palcoscenico del Teatro della Corte - Ivo Chiesa, con repliche sino a domenica 29 gennaio.
Lo spettacolo viene presentato nella traduzione di Cesare Garboli e, oltre a quella dei tre protagonisti, si avvale anche della recitazione di Elena Russo Arman (Ofelia), Luca Toracca (Polonio), Corrado Accordino (Orazio), Massimo Giovara (Laerte) e, impegnati in pi? ruoli, di Fabiano Fantini, Nicola Russo, Marco Cacciola, Alessandro Genovesi. La scena Ë di Carlo Sala, le luci di Nando Frigerio e la colonna sonora di Renato Rinaldi.
In questo allestimento costruito con ritmo scattante e giovanile baldanza, una nuova luce illuminer‡ i conflitti che permeano il dramma, annotano i responsabili dello spettacolo: ´non solo per i riflessi che i personaggi assumono grazie a nuovi interpreti e alla maturazione della compagnia, ma anche per i cambiamenti epocali occorsi in questi anni. Con la sua stratificazione di significati, il suo interrogarsi senza proporre soluzioni inequivocabili o stabili, Amleto ci fa riflettere anche sul nostro nuovo, mutato presente: Cesare Garboli lavorÚ alla traduzione di questa ìtragedia di ferro, tragedia soldatesca e guerrieraî, considerando che dovesse paradossalmente la sua attualit‡ ìproprio alla sua mancanza di modernit‡ e alle sue radici barbaricheî. Le nuove barbarie degli anni attuali ñ il disordine planetario che Ë stato indelebilmente segnato dallíattacco alle Torri Gemelle e dalle guerre infinite che ne sono state líillogica conseguenza - si sono incaricate di dare un diverso e pi? profondo significato a questa visione. E di nuovo appare un atto necessario lo sforzo di Amleto di contraddire i tempi e di tentare di rimetterli in sestoª.