Ci sar‡ un solo titolo di balletto, ma in grado di rappresentare un capitolo significativo della storia della danza: Il lago dei cigni di Cajkovskij, classico dei classici, con la compagnia del Teatro Stanislavskij di Mosca in una coreografia di Vladimir Bourmeister.
La stagione concertistica 2006/2007 si arricchisce, rispetto alle precedenti, per numero di concerti e ampiezza di repertorio. Si articola in due momenti distinti e differenti, e in due programmi celebrativi, e si pone - al pari di quella lirica - all'insegna di una significativa variet‡ e ricchezza di repertorio e solisti: dodici programmi, undici direttori e altrettanti solisti (sei pianisti, due violinisti, un violoncellista, un soprano e un tenore).
In autunno - tra settembre e ottobre - ancora un ciclo monografico: le quattro sinfonie di Robert Schumann (di cui ricorrono i centocinquanta anni dalla morte). Abbiamo pensato di abbinare al genio romantico sassone una seconda integrale: quella dei concerti per pianoforte di Ludwig van Beethoven, e di scegliere la via del confronto tra stili interpretativi diversi: protagonisti saranno infatti cinque grandi talenti italiani, scelti tra i migliori delle ultime generazioni: Pietro De Maria (Premio Ciani 1990 e GÈza Anda 1994), Andrea Bacchetti (Premio speciale al Micheli 2001), Gianluca Cascioli (Premio Micheli 1994), Roberto Cominati (Premio Busoni 1993) e infine il ventiquattrenne siciliano Giuseppe Andaloro (recente rivelazione e vincitore del Premio Busoni 2005). Grande variet‡ anche sul podio: dopo l'inaugurazione del ciclo affidata alla prestigiosa bacchetta di L¸ Jia, si avvicenderanno quattro giovani direttori di diversa scuola europea: l'olandese Lawrence Renes, lo spagnolo Juanjo Mena, il nordico Arild Remmereit e il britannico Alexander Shelley, tutti al debutto alla guida della nostra orchestra, impegnata qui in un'ulteriore prova di grande maturit‡. Anche il Coro del Teatro avr‡ parte nella rassegna schumaniana, con l'esecuzione del delicato Requiem per Mignon.
Il doppio ciclo Beethoven/Schumann sar‡ preceduto da due concerti organizzati in collaborazione con il Comune di Genova: in entrambi sar‡ protagonista il violino, con Vladimir Spivakov.
Il secondo momento sinfonico della prossima stagione Ë stato previsto in primavera. Alexander Vedernikov, il giovane astro nascente armeno Karen Durgaryan e , ultimo tra gli allievi diretti di äostakovic (un secolo dalla nascita nel 2006), saranno i protagonisti di una rassegna dedicata alla musica russa insieme a tre eccezionali solisti: Simon Trpceski (pianista), Enrico Dindo (violoncellista, gi‡ premio Cajkovskij) e Alexander Roûdestvenskij (violinista). I programmi impaginati per La grande Russia alternano pagine celeberrime ad altre tutte da scoprire di Musorgskij, Prokof'ev e äostakovic.
Il Concerto di Natale affidato al maestro Jonathan Webb sar‡ l'occasione di un doveroso omaggio a un genio musicale del Novecento a trent'anni dalla morte: l'Orchestra ed il Coro del Teatro Carlo Felice dedicheranno a Benjamin Britten un concerto aperto dal suggestivo ed enigmatico Cantus in memoriam di Benjamin Britten di Arvo P‰rt, seguito dalle incantevoli Variazioni su un tema di Frank Bridge e dalla cantata Saint Nicolas (John Mark Ainsley, tenore solista).
Un programma particolarmente intenso celebra il VenerdÏ Santo, 6 aprile 2007. Il Concerto di Pasqua - diretto dal giovane finlandese Pietari Inkinen - Ë stato pensato come momento di meditazione spirituale, intesa in senso sia religioso sia laico. Al repertorio sacro Ë infatti dedicata la prima parte con un mottetto di Bach e lo struggente Stabat Mater di Francis Poulenc (Adriana Kucerov‡, soprano solista), che affida al coro, diretto da Ciro Visco, un ruolo centrale. Improntata invece a una meditazione sul valore della pace e sugli orrori della guerra Ë la seconda met‡ del programma: il polacco Penderecki scrive nel 1960, in piena Guerra Fredda, la sua straziante Trenodia per le vittime di Hiroshima affidata allo straordinario organico di cinquantadue archi in parti reali, lo svizzero Honegger compone la sua terza sinfonia, detta Liturgique, nel 1945, dedicandola alle vittime della guerra appena conclusa.