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23
Mar
2006

DEBUTTA LA DONNA DEL MARE DI IBSEN, ALLA CORTE

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Da martedÏ 28 marzo al Teatro della Corte-Ivo Chiesa, Elisabetta Pozzi Ë La donna del mare, protagonista di una delle opere pi? significative scritte da Henrik Ibsen (1828-1906), lungo líirto e complesso itinerario che il drammaturgo norvegese percorse nel riflettere sui vitali problemi della libert‡ e dellíumana presa di coscienza. Prodotto dal Teatro Stabile di Torino per la regia di Mauro Avogadro, lo spettacolo si avvale anche dell'interpretazione di Antonio Zanoletti, Francesca Bracchino, Olga Rossi, Graziano Piazza, Alessio Romano, Martino D'Amico, Emanuele Vezzoli, Noemi Condorelli, Elisa Galvagno, Paolo Giangrasso. Le scene sono di Andrico, i costumi di Giovanna Buzzi e le musiche di Daniele D'Angelo. La donna del mare rimane in scena alla Corte solo sino a domenica 2 aprile. Le prenotazioni e le vendite sono aperte da martedÏ 21 marzo. Percorsa da una coinvolgente tensione poetica, La donna del mare Ë stata scritta da Ibsen negli anni della sua piena maturit‡, tra Rosmersholm e di Edda Gabler, ma a differenza di questi suoi drammi, qui la vicenda non si conclude con líannientamento volontario della protagonista, ma con líarmonia derivante da un consapevole atto di responsabilit‡. Figlia del guardiano del faro, Ellida Ë cresciuta nella suggestione del mare e ora che, adulta, vive con il marito e con le due figlie di lui in fondo a un fiordo chiuso, ne sente fortemente il richiamo nel simbolico ricordo del Forestiero, un uomo senza storia e senza nome da lei istintivamente assimilato al misterioso richiamo del mare. Confidato al marito il proprio segreto, Ellida viene dapprima Ë presa per pazza, poi lasciata libera di scegliere, di decidere la propria vita, quando il Forestiero riappare per condurla con sÈ. Come tutti i grandi personaggi di Ibsen, Ellida Ë cosÏ posta di fronte allíobbligo di fare delle scelte che coinvolgono inesorabilmente tutto la sua esistenza, etica e sociale. ´Ellida mi ha colpito ñ dice Elisabetta Pozzi - perchÈ tocca tematiche che sento mie e, in quanto donna contemporanea, sicuramente non solo mie: sono un patrimonio collettivo, almeno di una parte di questa societ‡. Ellida ha risonanza sul mondo che ci circonda perchÈ Ë un personaggio in divenire, che muta. Non Ë un personaggio monolitico, che dice e afferma verit‡. » un essere umano in continuo mutamento, che scivola via. E questo Ë un tratto che mi appartieneª. E il regista Marco Avogadro, ricordando il suo primo incontro con Ibsen avvenuto al fianco di Luca Ronconi per Líanitra selvatica dello Stabile di Genova, aggiunge: ´Il fascino di La donna del mare sta proprio in una pulsione, in un anelito che appartiene non solo a Ellida, ma a tutti i personaggi del dramma: Ë il desiderio di darsi uníidentit‡. Ellida Ë líesempio pi? clamoroso, la punta di questo desiderio: pensa che se potesse essere altra sarebbe se stessa. Solo ponendo dei limiti che ci appartengono, rendendo finito líinfinito, possiamo vivere serenamente la nostra libert‡ª. Interpretando il ruolo di Ellida, la figlia del guardiano del faro che porta dentro di sÈ il misterioso richiamo del mare, Elisabetta Pozzi torna nella ìsuaî Genova con un'interpretazione che ñ testimonia la critica - ´esalta il contenuto fiabesco e inquietante dell'operaª e testimonia ´un momento di splendida maturit‡ª dell'attrice. Per le rappresentazioni di La donna del mare - alla Corte dal 28 marzo al 2 aprile - sono validi tutti gli abbonamenti (Fisso, Libero e Giovani), oltre le consuete agevolazioni per studenti e gruppi organizzati in collaborazione con líUfficio Rapporti con il Pubblico.