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28
Gen
2006

EBREI GENOVESI RACCONTANO, ALLA CORTE

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SERATA DI LETTURE PER IL GIORNO DELLA MEMORIA Una giovent? offesa. Ebrei genovesi raccontano (1938-1945) Ë il titolo della serata organizzata dalla Comunit‡ Ebraica e dal Teatro Stabile di Genova - lunedÏ 30 gennaio (ore 20.30) al Teatro della Corte-Ivo Chiesa - in occasione del "Giorno della memoria". Gli attori Fiammetta Bellone, Sara Bertel‡, Massimo Mesciulam e Orietta Notari leggono alcune testimonianze di ebrei sopravvissuti alla Shoah. Introduce Piero Dello Strologo. Nel corso della serata, il sindaco Giuseppe Pericu consegner‡ alla Comunit‡ ebraica il Grifo d'Oro della Citt‡ di Genova. Ingresso libero La serata ha come fondamento narrativo le testimonianze dei sopravvissuti alle persecuzioni razziali contenuto nel libro omonimo pubblicato da Giuntina Editore, a cura di Chiara Bricarelli. Accogliendo la proposta della Comunit‡ Ebraica di Genova di usare quattro di queste testimonianze nell'ambito delle iniziative per il "Giorno della Memoria", il Teatro Stabile ha proceduto a dar loro un minimo di struttura drammaturgica e le ha affidate alla voce di quattro suoi attori. Sul palcoscenico della Corte, pertanto, Fiammetta Bellone dar‡ voce a Lilli Della Pergola (nata a Genova il 26 giugno 1930), che ha vissuto gli anni delle persecuzioni razziali nascosta a Genova e dintorni; Sara Bertel‡ a Dora Venezia (nata a Samsun in Turchia il 17 luglio 1925 e internata in campo di concentramento con il numero di matricola A-8501; Massimo Mesciulam a Bruno Colombo (nato a Torino il 4 novembre 1924), che dopo l'armistizio scelse di prendere la via dei monti unendosi alle brigate partigiane di Bisagno; e Orietta Notari a Luciana Sacerdote (nata ad Alba l'8 maggio 1924), anche lei reduce dal campo di concentramento, dopo i terribili anni vissuti con il numero di matricola 75192. La serata del 30 gennaio sar‡ condotta da Piero Dello Strologo, che accompagner‡ la lettura intrecciata delle testimonianze soffermandosi soprattutto su tre momenti: l'entrata in vigore delle leggi razziali nel 1938, la deportazione o la fuga dopo l'armistizio del 1943, la liberazione e il ritorno a casa con il dolore delle perdite e il lacerante interrogativo sul ´PerchÈ Ë successo?ª.