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16
Gen
2006

IL MISANTROPO, GIOIELLO DI MOLIERE AL DUSE

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Magnifica pittura della societ‡ mondana, leggera del suo tempo, Il misantropo Ë il capolavoro di MoliËre che martedÏ 17 gennaio (ore 20.30) debutta sul palcoscenico del Teatro Duse, con repliche sino a domenica 22 gennaio (ore 16.00). Messo in scena da Roberto Guicciardini, che ne ha attualizzata l'ambientazione ai giorni nostri, Il misantropo ha al proprio centro narrativo il grande personaggio di Alceste (interpretato da Mariano Rigillo), il quale vive aristocraticamente in odio alla superficialit‡ e alla pochezza degli esseri umani, ma che nulla puÚ fare contro i propri sentimenti quando questi lo spingono capricciosamente a innamorarsi della frivola e incostante Celimene. ìMoliËre - annota Guicciardini - ha scritto Il Misantropo in un periodo difficile della sua vita. La cabala dei devoti era riuscita a impedire la rappresentazione del Tartufo. Nonostante gli abituali successi, MoliËre avvertiva intorno a sÈ un mondo ostile. Si era da pochi anni sposato con Armande Bejart, la figlia della sua ex amante, di ventíanni pi? giovane di lui. La giovane attrice non era insensibile alle attenzioni del bel mondo. Le dicerie, i pettegolezzi, si spingevano ben oltre semplici illazioni. Nelle incaponite enunciazioni, nelle collere improvvise, nel latente rancore di Alceste Ë lecito avvertire una eco delle sofferte traversie del suo autore. Anche per questo Alceste ci appare profondamente umano, di una intensa drammaticit‡, che ñ al termine ñ smorza il sorriso. Nella sua geniale commedia intellettuale, MoliËre persegue la sue vena satirica. Ma Ë evidente che la sua accentuata ironia rasenta líabisso della disperazione. Alceste Ë davvero un nostro contemporaneoî. Accanto ai due protagonisti Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini di uno spettacolo ´intelligente e inventivoª (cosÏ ha scritto la critica nazionale), Il misantropo si avvale dell'interpretazione (sottolinea ancora la critica) ´di una compagnia caratterizzata da una rara omogeneit‡ª. Le scene sono firmate da Piero Guicciardini, i costumi da Versace e Romagnoli, le musiche dal premio Oscar Nicola Piovani.