ha debuttato mercoledÏ 1 marzo al Teatro Duse La chiusa, nuovo spettacolo di produzione del Teatro Stabile di Genova per la regia di Valerio Binasco.
E' un grande affresco di umanit‡ rinchiuso in una stanza, la stanza di un pub irlandese. Toccante, malinconico, intimista, minimalista.
Fuori fa freddo, soffia il gelido vento della costa occidentale, e allora i personaggi (tutti protagonisti, allo stesso modo, non si sono comprimari) si scaldano bevendo generose dosi di alcolici, pi? o meno forti, e al racconto di vicende sospese tra la superstizione e l'arcano, tra la favola di paese e la vita vissuta. Racconti profondamente umani, storie dove l'uomo si confronta con i suoi limiti, i suoi sogni, le sue paure ancestrali, i suoi voli pindarici, le ricadute.
La traduzione del testo Ë di Fausto Paravidino. Scene di Guido Fiorato, costumi di Sandra Cardini, luci di Sandro Sussi.
Tra gli interpreti Ugo Maria Morosi (Jack), Lisa Galantini (Valerie), Gianluca Gobbi (Jim), Davide Lorino (Finbar) e Enzo Paci (Brendan). Ma una citazione particolare va a Gobbi: perfettamente preso dalla parte, compenetrato, anche e soprattutto quando non parla per lunghi minuti. E si sa quanto Ë difficile recitare stando zitti.
Lo spettacolo rester‡ in scena fino al 19 marzo.
La messa in scena di La chiusa (in originale The Weir) conferma l'interesse del Teatro Stabile di Genova per la drammaturgia contemporanea e segna il ritorno a Genova di un giovane regista e attore, Valerio Binasco, formatosi alla Scuola di Recitazione dello Stabile genovese e affermatosi ormai come una delle personalit‡ pi? interessanti della nuova scena italiana. Insieme classica e moderna, La chiusa racconta una storia in cui il contemporaneo disagio si salda in modo inseparabile con le leggende popolari. Tutto accade in un pub vicino a Sligo, nell'Irlanda occidentale. Qui due avventori abitudinari (Jack e Jim) stanno chiacchierando con Brendan, il proprietario, quando, accompagnata da un uomo d'affari sposato (Finbar), entra in scena una giovane donna (Valerie) che si Ë appena trasferita da quelle parti. Nel corso della serata, tutti fanno a gara per conquistare la nuova venuta e anche per questo, tra una birra e l'altra, si sbizzarriscono a raccontare storie spaventose e ossessionanti, attingendo al repertorio favolistico e leggendario della tradizione locale: storie di fantasmi che non trovano pace, che terrorizzano i viventi bussando alla loro porta o vengono evocati nel corso di una seduta spiritica, che si aggirano nel cimitero per farsi scavare la fossa. Anche Valerie, perÚ, ha una sua storia da raccontare e quando lo fa questa s'impone terribile e "vera", sicuramente tale che dopo averla sentita nessuno e nulla potr‡ essere pi? quello di prima.
La chiusa (The Weir) Ë stata rappresentata la prima volta al Royal Court di Londra nel 1997, quando Conor McPherson aveva ventisei anni. Il grande successo dello spettacolo lo portÚ ben presto nel West End e poi a Broadway, facendo di McPherson un altro dei giovani drammaturghi emergenti da quella grande riserva teatrale rappresentata oggi dall'Irlanda, cui appartiene anche Martin McDonagh reso nota in Italia dal Teatro Stabile di Genova. Nato a Dublino nel 1971, Conor McPherson Ë anche attore e regista teatrale e cinematografico (uscito lo scorso anno in Italia, il film Actors con Michael Caine porta la sua firma). Nel 2000, lo Stabile genovese propose in forma di "mise en espace" il suo Dublin Carol. Fra le altre opere teatrali di McPherson si ricordano Rum and Vodka (1992), The Good Thief (1994), This Lime Tree Browers (1995, tradotto in Italia con il titolo Il pergolato dei tigli), St. Nicholas (1997) e i pi? recenti Come Over (2001), Port Authority (2001), Shining City (2004).
La critica anglosassone ha subito accolto con entusiasmo la nascita di un nuovo autore teatrale. ´La chiusa Ë un moderno capolavoroª, scrive "The Express", ´ed Ë il mio candidato a essere il migliore del prossimo decennio. C'Ë un'accattivante e affascinante vena comica in questa commedia di McPherson che, a differenza di tanti altri testi irlandesi, non parla di tradimenti e di conflitti, ma di consolazione e di affinit‡ umana. Sfido chiunque a rimane sulla sua poltrona con gli occhi asciuttiª. E questa storia di fantasmi che ´parla di perdenti alla ricerca di un'anima gemellaª ("Daily Telegraph"), diventa cosÏ ´un'opera delicata e costruita con leggerezza, dotata di un sempre convincente potere emozionale, che colpisce soprattutto per la sua capacit‡ di trasformare in un istante l'ilarit‡ in freddezza, la comicit‡ nel sentimento di una sconfittaª ("Evening Standard").