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19
Mag
2006

LA NUOVA STAGIONE DEL CARLO FELICE E' GIA' QUI

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La stagione 2006-2007 del Teatro Carlo Felice si presenta come una delle pi? interessanti d'Italia. Per variet‡, emozione, sorpresa. Un avvincente caleidoscopio da vivere con lo spirito curioso e libero di un viaggio dentro l'opera lirica, a scoprirne l'inafferrabile fascino. Due secoli di storia, separano i due titoli estremi della stagione d'opera fatta di nove titoli, nove autori diversi e lontani, talora agli antipodi, e non soltanto per ragioni cronologiche o geografiche. Con la stagione concertistica da Bach ai Sieben Boleros di Henze (gi‡ del XXI secolo) si abbraccia un arco temporale di quattro secoli. La stagione lirica comincia il 16 novembre, riprendendo il filo del centenario mozartiano con Die Zauberflˆte, nell'incantevole messa in scena di Lele Luzzati con la regia di Daniele Abbado e i costumi di Santuzza CalÏ, sotto la direzione di Riccardo Frizza: direttore e cantanti tutti nuovi rispetto all'ultima apparizione genovese dell'opera. Tra i cantanti, si segnala la presenza di Markus Werba, tra i pi? applauditi Papageno di oggi nel mondo, e di quattro nuove interpreti per le protagoniste femminili dell'opera: Melanie Boisvert, Davinia Rodriguez, Nuria Rial e Valentina Farkas debutteranno in Italia nei rispettivi ruoli della Regina della Notte e di Pamina. Il castello di Barbabl?, capolavoro novecentesco e unica opera di BartÚk, torna a Genova dopo trentaquattro anni: Laszlo Polgar, interprete di riferimento per il ruolo del protagonista, e il soprano Elena Zhidkova, nel ruolo di Judith, saranno diretti da Paolo Carignani. Accanto, un omaggio ad Hans Werner Henze, con il quale il nostro teatro intende onorare gli ottant'anni di uno dei massimi compositori viventi con uno dei suoi lavori pi? recenti e spettacolari: i Sieben Boleros, tratti da materiale dell'opera Venus und Adonis. Si torna al belcanto con Don Pasquale, capolavoro comico di Donizetti, con il quale si chiude il progetto triennale delle opere parigine dopo La fille du regiment e La favorite. Due cast di giovani e giovanissimi interpreti, alcuni gi‡ ben noti al nostro pubblico e alle platee di tutto il mondo - come Stefania Bonfadelli, Francesco Meli, Fabio Capitanucci - saranno affiancati da un maestro del buffo come Alfonso Antoniozzi e guidati dalla bacchetta di Marcello Panni. Lo spettacolo Ë di Stefano Vizioli. L'amore delle tre melarance approda a Genova per la prima volta, nella versione in lingua francese. L'allestimento Ë quello che da qualche anno non smette di raccogliere successi sul palcoscenico della Komische Oper di Berlino con la firma prestigiosa di Andreas Homoki. Dirige il grande Michail Jurovski. Pagliacci e Cavalleria rusticana tornano al Carlo Felice, nella stessa sera, e segnano un importante debutto assoluto: quello, nella regia lirica, di Sebastiano Lo Monaco, grande interprete del teatro di parola, noto soprattutto per i suoi personaggi pirandelliani. Le scene di Gianfranco Padovani, gi‡ disegnate per una precedente messa in scena genovese di Pagliacci, tornano rielaborate per una nuova concezione drammaturgica. Tra i cantanti, oltre al ritorno di Susan Neves, Svetla Vassileva, Alberto Cupido e Alberto Gazale, da segnalare la presenza del tenore Salvatore Licitra, che si misurer‡ con una doppia interpretazione nella stessa serata, vestendo i panni di Canio e di Turiddu. Attesa anche per l'interpretazione del maestro Bruno Bartoletti, ormai glorioso rappresentante della tradizione direttoriale italiana che, dopo molto Novecento, torna in questa occasione a un repertorio per il quale ha lasciato nei decenni tracce memorabili. Non poteva mancare Puccini: si Ë voluta la sua prima opera giovanile, Le villi, apparsa una sola volta a Genova nel 1887, quattro anni dopo il debutto assoluto. La scelta suggerisce il segno di una rassegna dedicata all'Italia musicale di fine Ottocento, cui fa da suggello l'esecuzione della prima sinfonia di Giuseppe Martucci. Protagonisti de Le villi due grandi nomi del firmamento vocale dei nostri giorni: Fiorenza Cedolins e JosË Cura, che torna a Genova anche per festeggiare quindici anni di carriera nella citt‡ in cui l'ha iniziata. Il teatro musicale cosiddetto barocco sta vivendo una fenomenale riscoperta, testimoniata pure da un singolare florilegio discografico. Dopo trentaquattro anni il barocco torna al Carlo Felice, auspice anche il favore che, nel dicembre scorso, accolse l'Orlando furioso di Vivaldi. Giulio Cesare Ë uno dei lavori pi? importanti di H‰ndel, e regala al pubblico una sequenza di arie di irresistibile suggestione, affidate a una galleria di personaggi che si stagliano nella memoria. Dirige Diego Fasolis che ha tutti i numeri per presentare un barocco spigliato, colorato e spumeggiante, vivo e vitale nell'allestimento di Herbert Wernicke, nato con sensazionale successo al Liceu di Barcellona. In un cast di giovani artisti per lo pi? italiani, ormai di punta nel repertorio della musica sei/settecentesca, spicca l'atteso debutto del contralto Sonia Prina nel ruolo del protagonista. Il finale di stagione Ë un vero fuoco d'artificio: chiude infatti il cartellone operistico uno dei grandi capolavori verdiani: La forza del destino. A Daniel Oren l'incarico di chiudere la stagione genovese, assecondato dai soprani Micaela Carosi e Susan Neves (Leonora), dai tenori Francesco Hong e Franco Farina (Don Alvaro), dai baritoni Mark Rucker e Marco Vratogna (Don Carlo), dai bassi Orlin Anastassov e Mikail Petrenko (Padre Guardiano), dai mezzosoprani Elena Manistina e Mariana Pentcheva (Preziosilla) e dal Fra Melitone di Carlo Lepore e Giorgio Caoduro: due compagnie che si alterneranno in un avvincente confronto di omogeneo livello artistico. Spettacolo nuovo, in co-produzione con l'Opera di Zurigo, firmato dai prestigiosi nomi di Nicolas JoÎl (regia), Ezio Frigerio (scene) e Franca Squarciapino (costumi).