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02
Feb
2006

L'AMERICA DI OVADIA AL TEATRO DELLA CORTE

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Eí il leggendario Cole Porter il protagonista del racconto di Moni Ovadia. Porter, uno dei pochi non ebrei fra i nomi che hanno fatto la storia della musica statunitense. Una volta, mentre si trovava a Venezia in una bellissima casa affacciata sul Canal Grande, Porter ricevette la visita di Rogers e Hart, a quel tempo autori di musical non ancora affermati. I due giovani aspiranti al successo erano molto ammirati dal travolgente successo del grande Porter e guardavano con stupore e forse un poí di invidia il lusso veneziano che quel successo poteva comprare. E Porter diede loro un prezioso suggerimento per il futuro della loro carriera: ´Volete conoscere il segreto del mio successo? Beh ragazzi! Scrivete melodie ebraiche!ª. Paradossalmente il non ebreo suggeriva ai due ebrei di scrivere musica ebraica. Il ìnigunî, la melodia che sgorga da un interiorit‡ plurisecolare era uno dei grandi scrigni che gli ebrei avevano portato fuggendo dai loro ìshtetlakhî, le povere cittadine ebraiche ricche di una ineguagliata spiritualit‡. E proprio a quello scrigno pieno di canzoni in yiddish, di musiche klezmer dellíesilio, bisognava attingere per dare allíAmerica una parte fondamentale del suo futuro musicale. ìEs iz Amerike. Cosa ci vuoi fare, Ë líAmerica!î Ë il scena dal 2 al 4 febbraio al teatro della Corte alle ore 20.30.