Stampa
15
Apr
2006

MARIANNA UCRIA, UNA LUNGA VITA AL DUSE

Pin It
MartedÏ 18 aprile (ore 20.30), debutta sul palcoscenico del Teatro Duse La lunga vita di Marianna Ucria di Dacia Maraini. Repliche sino a domenica 30 aprile. Prodotto dal Teatro Stabile di Catania, La lunga vita di Marianna Ucria Ë messo in scena da Lamberto Puggelli e interpretato da un'affiatata compagnia di venti attori tra i quali spiccano le presenze di Mariella Lo Giudice e di Luciano Virgilio. Ambientato nel Settecento, negli anni di passaggio dall'oscurantismo inquisitoriale alle prime e incerte manifestazioni del secolo dei Lumi, in una Sicilia fastosa e miserabile, raffinata e ignorante, trasgressiva e violenta, La lunga vita di Marianna Ucria racconta la storia di una bambina, poi adolescente e donna, appartenente alla classe privilegiata eppure tutt'altro che spensierata e felice: una bambina divenuta sordomuta per un trauma che si era poi preteso di curare con altri traumi; un'adolescente obbligata a sposare lo zio stupratore; infine una donna che, nonostante tutto, pian piano riesce ad affrancarsi, a scoprire i piaceri (e gli affanni) della libert‡. Nata sulle pagine dell'omonimo romanzo (Premio Campiello 1990) e divenuta poi (1997) anche protagonista di un film con la regia di Roberto Faenza, Marianna Ucria torna sul palcoscenico a dieci anni dal suo debutto, confermando la vitale attualit‡ del suo affresco ambientale, popolato di tanti personaggi ben definiti drammaturgicamente: oltre alle tre Marianna (bambina, giovane, adulta), il padre e la madre, il marito-zio che concepisce l'amore come una rapina, la nonna che le insegna a leggere e scrivere, il fratello abate, le tre figlie dal temperamento tanto diverso, il bel Saro servo ambizioso e devoto, la selvaggia Fila e l'irrequieta Peppinedda. Il tutto in un testo, sottolinea il regista Lamberto Puggelli, ´fedelissimo allo spirito e alla lettera del romanzo e perÚ creazione autonoma in una nuova forma, con nuovi sensi, nuovi valori, nuova bellezza, nuova verit‡: totalmente teatro, teatro narrativoª. Quello che ne sortisce Ë - come ha sottolineato la critica - ´un canto doloroso e poeticoª, ´uno spettacolo di grande pregio formale, stilisticamente perfetto, nutrito della stessa sostanza dei sogniª. Dice Dacia Maraini: La novit‡ del testo teatrale rispetto al romanzo sta nello sdoppiamento di Marianna, ora giovane che osserva se stessa invecchiata, ora anziana che rivolge lo sguardo sbalordito a una se stessa infantile e persa. Questo gioco di prospettiva mi ha permesso di mantenere qualcosa dello stile metaforico, ragionato, del romanzo. Mi ha permesso di "riferire" il pensiero della protagonista che Ë parte integrante del tessuto narrativo. Nel gioco dialettico tra chi guarda e chi Ë guardato, chi spia ed Ë spiato, si inseriscono gli altri personaggi, a momenti proiezioni di una storia familiare dalle molte stravaganze e distorsioni, a momenti fantasmi di una mente che riflette su di sÈ e il mondo che la circonda. Il ruolo di Marianna adulta Ë interpretato nello spettacolo Mariella Lo Giudice, quello di Marianna adolescente da Elena Sbardella e quella di Marianna bambina da Giorgia Torrisi. Luciano Virgilio Ë il padre della protagonista, duca Signoretto UcrÏa, intorno alla quale ruotano anche tanti altri personaggi affidati alla recitazione di Ester Anzalone, Pietro Montandon, Antonietta Carbonetti, Marcello Perracchio, Raffaella Esposito, Evelyn Fam‡. Egle Doria, Salvo Piro, Margherita Mignemi, Manuela Ventura, Silvio Laviano, Adelaide Messina, Davide SbrogiÚ, Giuseppe Bisicchia, Salvo Puglisi, Marco Sanna. Le scene e i costumi sono firmati da Roberto Lagan‡ Manoli e le musiche da Giovanni Busatta.