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21
Nov
2005

Mazzini redivivo, al teatro della Corte

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Giuseppe Mazzini e lo sguardo degli altri Ë il titolo della serata organizzata dalla Provincia di Genova e dal Teatro Stabile lunedÏ 21 novembre (ore 20.30) sul palcoscenico della Corte, in occasione del bicentenario dalla nascita di Giuseppe Mazzini: Genova 1805 - Pisa 1872. Nel corso della serata, condotta dallo storico Sergio Luzzatto, gli attori Omero Antonutti e Ugo Pagliai leggeranno alcuni brani d'epoca e testi di Giovanni Ruffini, GiosuÈ Carducci, Giovanni Pascoli, Gustavo Modena, Gioacchino Belli, Otello Masini e Cesare Pascarella. Scegliere di raccontare uno dei pi? significativi protagonisti del Risorgimento italiano attraverso la prospettiva dello sguardo degli altri non significa solo tornare a dar vita a un personaggio storico di risonanza internazionale, ma anche allargare il discorso a un'epoca ricca di contraddizioni e di fermenti, molti dei quali si diramano poi in profondit‡ nei decenni seguenti la morte di Mazzini, sino ai nostri giorni. Giuseppe Mazzini salir‡ sul palcoscenico della Corte in modo non paludato e con i mezzi propri del teatro: la parola che risuona in una sala di mille posti dove le persone hanno scelto di convenire, l'uso delle immagini come sfondo scenografico, le voci di due grandi attori - Omero Antonutti e Ugo Pagliai - chiamate a dare vita e anima a un'antologia di testi scelti, anche in funzione della loro forza emotiva, in stretta collaborazione con il giovane storico, Sergio Luzzatto, che avr‡ il ruolo di conduttore della serata. Con una struttura narrativa circolare, il discorso su Mazzini inizier‡ dalla fine (la morte e il funerale a Staglieno), per risalire tramite l'evocazione dell'amico e maestro tracciata da Giovanni Ruffini nel romanzo Lorenzo Benoni (dove Mazzini fa da modello al personaggio Fantasio) alla giovent? del pensatore e politico genovese, alla "tempesta del dubbio" (la bella poesia di Giovanni Pascoli), alla sua azione politica (il dialogo di Gustavo Modena) e alla sua vita di esule costretto a vivere nella clandestinit‡ (la poesia di Otello Masini), per ritornare poi, attraverso anche le testimonianze dei suoi grandi avversari (Metternich, Cavour, Vittorio Emanuele II, ad esempio), al punto di partenza, dando voce ad altri brani poetici ora dal sapore popolare (Gioacchino Belli e Cesare Pascarella) ora pi? dolenti quali quelli espressi dalla penna di GiosuÈ Carducci. . Alla Corte, per la serata di lunedÏ 21 dedicata a Mazzini e lo sguardo degli altri, l'ingresso Ë libero sino a esaurimento dei posti. Agli studenti e agli insegnanti che ne faranno richiesta sar‡ rilasciato un attestato di frequenza, utilizzabile per i crediti formativi e per i corsi di aggiornamento.