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13
Feb
2012

In Val di Non un forno medievale

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alt Un manufatto di probabile utilizzo artigianale, legato all'economia dell'estrazione e del commercio dell'argento, ed una una struttura sotterranea, molto ben conservata, che consiste in un lungo tunnel, di circa 80 metri, da

 cui si diparte una serie di stanze e di quelli che sembrano forni e camini. Un “tesoro” di grande valore, che è stato riportato dalla luce recentemente in Val di Non, per la precisione a Marcena di Rumo, non distante dall'abitato e in una zona ben collegata da una viabilità che risale ai secoli scorsi. Lo studio delle testimonianze documentali legate all'antica economia mineraria della zona fa pensare, ipotesi che andrà confermata dalle ricerche archeologiche, che attorno ad ogni forno potessero lavorare fino a otto persone. Una prima analisi fa pensare si tratti di un impianto, volto a separare l'argento dal piombo e dal rame, che doveva essere in funzione già nel Medioevo al servizio della allora fiorente economia legata al commercio di questo metallo. Le indagini archeologiche, che si baseranno su criteri scientifici, impegneranno a lungo il

personale della Soprintendenza per i Beni Librari, Archivistici e Archeologici della Provincia autonoma di Trento, che dovrà datare con precisione il manufatto e stabilire quale fosse il suo utilizzo reale, basandosi sugli indizi presenti sul sito. Da questa scoperta è partito un progetto che permetterà di recuperare l'infrastruttura e valorizzare il contesto territoriale in cui è inserita. Si tratta di un'importante iniziativa che rientra in un progetto culturale, portato avanti dalla Provincia autonoma di Trento, che vede coinvolto quasi tutto il Trentino nella riscoperta della storia e degli elementi di identità legati all'economia estrattiva. Un progetto che punta alla valorizzazione della rete dei luoghi tradizionali del sistema minerario ed estrattivo dell'intero Trentino, dall'Alta Val di Non all'Argentario, dalla Valle dei Mocheni alla zona di Predazzo.