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17
Mar
2012

Adottare un melo in Val di Non

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altChi desidera sperimentare una vacanza “total green” può approfittare di una curiosa iniziativa che arriva dalla Val di Non e che viene proposta con successo da qualche anno. “Adotta un melo” è un'idea frutto della collaborazione

 fra la locale Apt, il consorzio Melinda e la Strada della Mela e dei Sapori della Val di Non, nata per far conoscere ai turisti l'anima verde di questo angolo di Trento, sui cui terreni nascono le pregiate mele, le prime ad aver ricevuto in Europa il riconoscimento Dop. L’iniziativa dà la possibilità di trascorrere qualche giorno in un’azienda agricola impegnata nella coltivazione di questo gustoso e salutare frutto, nonché di conoscere un modello virtuoso di agricoltura, integrato perfettamente con il territorio di riferimento.
Per adottare un melo della Val di Non è sufficiente prenotare, dal 30 marzo al 3 giugno, un soggiorno presso uno degli agriturismi aderenti all'evento. Tutti i contadini coinvolti

fanno parte del consorzio Melinda e da quest’anno alcune aziende agricole sono anche affiliate al club “Ambasciatori di Melinda”, progetto nato per promuovere l’integrazione tra agricoltura e impegno eco degli agriturismi. In quest'ottica le aziende servono quasi unicamente prodotti Melinda (dai succhi di frutta agli snack), accanto a delizie fatte in casa. Un'attenzione particolare che dall'alimentazione si sposta all'ambiente, grazie ad un protocollo di accoglienza che vede le strutture impegnate nel risparmio di acqua, nella produzione di energie rinnovabili e nell'utilizzo di prodotto poco inquinanti o biodegradabili.
Nel corso dei weekend di “Adotta un melo” gli ospiti visiteranno i frutteti in compagnia degli agricoltori e apprenderanno alcuni segreti legati alle tecniche di coltivazione. Le aziende che aderiscono al progetto sono, infatti, orgogliose di aprire le loro porte ai visitatori e “raccontare” loro un modello di agricoltura noto in tutto il mondo. Dopo aver studiato melicoltura “en plein air”, i partecipanti potranno adottare una pianta contrassegnata da un’etichetta che riporta il nome del nuovo “proprietario”. Grazie agli aggiornamenti inviati via e-mail dal contadino ne seguiranno l’evoluzione fino al momento della raccolta. In autunno potranno, quindi, trascorrere un altro weekend nell’agriturismo per raccogliere una cassa delle “proprie” mele da portare a casa e gustare nelle settimane successive.