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02
Giu
2010

REGIONE LIGURIA: MANOVRA DEL GOVERNO INSOSTENIBILE PER LE REGIONI

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La Liguria avrebbe 200 milioni in meno ogni anno: a rischio fondi per le imprese, spesa sociale, sostegno al turismo, trasporti. Il centro scarica i costi della crisi sulla periferia

La settimana prossima si conoscerà nel dettaglio la manovra che il Governo sta preparando per fare fronte alla crisi, ma da quanto già è noto da testi parziali arrivati dai diversi ministeri, e discussi ieri a Roma dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni, si sta preparando uno dei passaggi più difficili degli ultimi anni per i bilanci regionali. I  minori trasferimenti dallo Stato arriverebbero a circa sette miliardi all'anno in totale. Per la Liguria sarebbero 200 milioni in meno ogni anno. Le regioni possono usare la leva fiscale solo per la sanità, con gli strumenti limitati che hanno a disposizione. Per tutto il resto l'unica possibilità è tagliare. "Non è una manovra fatta dal centro, è una manovra scaricata sulle periferie. Per noi significa rinunciare a investimenti, fondi per le imprese, spesa sociale - commenta il Presidente Claudio Burlando - ne risentirebbero il fondo per gli affitti, quello per la non autosufficienza, insomma tutte le nostre attività significative. Vuol dire tenere in piedi un ente che non fa nulla o quasi. L'impressione è che la manovra sia il frutto di una totale improvvisazione". L'assessore Pippo Rossetti esprime analoga preoccupazione: "Anche il sostegno al trasporto pubblico locale potrebbe essere messo a rischio, con conseguente ricaduta sulle tariffe. E tante altre cose importanti per le famiglie, come i contributi alle mense scolastiche. Credo che sia giusto che in un momento come questo le istituzioni si assumano le loro responsabilità: però allora non si capisce perché ancora all'inizio di aprile il Governo diceva che la crisi non c'era".

La critica si focalizza sull'equità e sull'opportunità delle scelte fatte e delle misure intraprese finora. "Questo governo ha negato la crisi per un paio d'anni, poi si è accorto che stavamo facendo la fine della Grecia - dice Burlando - e ora sta cercando di correre frettolosamente ai ripari. Con una manovra che peraltro, nonostante sia imponente, riporterebbe i conti appena sotto una soglia critica. Ma non è che in questi anni la gente ha vissuto al di sopra delle sue possibilità: non certo l'85% dei contribuenti liguri che non arriva ai trentamila euro lordi l'anno". In questo frangente il Governo manda due messaggi: "ai mercati dice che si rientra, ai cittadini dice che devono pagare loro la crisi. Non solo: contemporaneamente si sono attenuati i meccanismi antielusione come la tracciabilità, e di conseguenza l'elusione e l'evasione sono aumentate: "Secondo alcune stime - puntualizza Burlando - ciò che si è perso per l'aumento dell'evasione e dell'elusione è comparabile con l'entita della manovra". Si manda la finanza ai bottegai di Montebruno (come è successo recentemente) ma intanto chi ha evaso il fisco paga il cinque per cento su quanto rientra in Italia grazie allo scudo fiscale, le rendite da capitale pagano il 12%. E chi ha sempre pagato le tasse, lavoratore dipendente o autonomo, si ritrova a pagare il 20% e oltre".

Fondi fas: un altro capitolo da chiarire, cosa che le regioni sperano di fare presto in un incontro con il Governo che è già stato chiesto e che potrebbe essere immediatamente successivo alla prossima conferenza delle regioni, prevista per il 10 giugno (quando ormai il testo della manovra sarà noto). "Le regioni che ancora devono rientrare dal deficit della sanità hanno chiesto di poter utilizzare una parte dei fondi fas e il Governo ha risposto negativamente. Considerato che aspettiamo ormai da un anno l'erogazione dei fondi (mentre dalla delibera del Cipe normalmente passano una ventina di giorni) cominciamo a preoccuparci. Vuol dire forse che il dissesto è tale da mettere a rischio questa partita essenziale per lo sviluppo? Noi abbiamo già anticipato qualche decina di milioni, ma se non vengono sbloccati i fondi si mettono a rischio i 340 milioni di investimenti che abbiamo fatto partire".