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10
Nov
2011

Le radici dei carnevali europei

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altDa venerdì 18 novembre 2011 a venerdì 6 gennaio 2012 il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all'Adige ospiterà la mostra «Carnival King of Europe II – Le mascherate invernali di

 di individuare ed esplorare le radici comuni del carnevale nel nostro continente, nell'ambito dei riti invernali della fertilità ancor oggi messi in atto in un gran numero di comunità. L'interessante allestimento della mostra presenta costumi e materiali provenienti dai musei etnografici nazionali di Sibiu (Transilvania, Romania), Lubiana (Slovenia), Bilbao (Paesi Baschi, Spagna) e Varsavia (Polonia), oltre che dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina e da


quelli di Sofia (Bulgaria), Skopjie (Macedonia) e Zagabria (Croazia). Il nostro «carnevale» ha un'origine molto lontana, probabilmente da ricercare nelle feste religiose pagane, dedite al propiziarsi le forze positive della natura in previsione della rinascita primaverile, in cui si faceva ampio uso della maschera. Ancora oggi questa ricorrenza è una vera festa popolare, che si esprime attraverso il travestimento, le sfilate mascherate, gli scherzi. Alcuni carnevali nel Trentino richiamano più da vicino gli antichi riti collegati all’auspicio di fertilità della terra: vengono così proposti i «matòci» e gli arlecchini della Valfloriana, lo sposalizio del pino della Val di Cembra, i «Bétschi» della Valle dei Mocheni, la sfilata e il falò dei carnevali di Varignano d’Arco. Nel Museo di San Michele il percorso ha inizio con la visita delle sale dedicate ai riti e alle tradizioni popolari diffuse nel Trentino e prosegue con la visione del filmato «3 carnevali e mezzo», di Michele Trentini, che propone alcuni significativi momenti dei carnevali di Valfloriana, della Valle di Cembra, della Valle dei Mocheni e di Varignano, anche se questa ultima celebrazione avviene nella prima domenica di quaresima. In occasione della mostra, il percorso verrà arricchito di nuovi contenuti e laboratori creativi per la scuola dell’infanzia (travestimenti e balli di carnevale), la scuola primaria (cappelli dei lacchè) e la scuola secondaria (maschere da belli e da brutti). Tra gli obiettivi del percorso, ci sono anche la divulgazione della conoscenza di elementi basilari sulle tradizioni rituali, la relazione fra specifici eventi con la vita quotidiana del Trentino rurale, la riflessione sulle condizioni sociali ed economiche del passato, la scoperta del significato simbolico di alcune feste: un'occasione da non perdere per approfondire un argomento che da sempre suscita la curiosità di grandi e piccini.