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A Deiva Marina, le fiamme dei falò illuminano ancora la notte più breve dell'anno. Il cristianesimo ha sovrapposto all'antico rito pagano del solstizio d’estate il martirio del Santo decollato: San Giovanni detto il Battista; il falò si è imposto con
il suo simbolismo riconducibile alla purificazione dagli influssi malefici naturali e/o sovrannaturali e al rinnovamento preannunziante la stagione a venire con l'accrescersi delle ore di luce, quindi l'aiuto che i bagliori del falò offrivano allo sviluppo di ogni forma vivente. I falò accesi nei campi la notte di S. Giovanni erano considerati, oltre che propiziatori anche purificatori e l'usanza di
accenderli si riscontra anche in moltissime località europee. Tempo e stagioni del mondo contadino erano illuminate da falò rituali in svariati momenti calendariali, i contadini li posizionavano principalmente su dossi o in cima alle colline, e accendevano i grandi falo' in onore del sole, per propiziarsene la benevolenza e rallentarne idealmente la discesa verso il solstizio d’inverno. A Deiva Marina questa tradizione si ripeterà Venerdì 22 Giugno alle ore 22,00 con il grande falò allestito dai ragazzi nel greto del fiume; in passato fino agli anni settanta, altri falò erano allestiti e accesi anche nelle frazioni collinari del Comune e paesi limitrofi, posizionati su crinali con un sistema di triangolazione che li rendeva visibili da tutti i versanti in un effetto scenografico molto suggestivo.


